Test SBK, Dixon: “Arrivando dalla Moto2 ho dovuto cambiare stile di guida”

Nonostante il meteo inclemente, a Portimao il pilota britannico ha proseguito l’apprendistato in sella alla Honda ufficiale: “Mi servono chilometri per acquisire fiducia”
Test SBK, Dixon: “Arrivando dalla Moto2 ho dovuto cambiare stile di guida”
© HRC

Alessandro Di MoroAlessandro Di Moro

Pubblicato il 30 gennaio 2026, 11:48

I test del mondiale Superbike andati in scena sul circuito di Portimao non sono stati quelli che team e piloti speravano, visto che la pioggia ha rovinato i piani non permettendo di svolgere tutto il lavoro inizialmente previsto. Tuttavia, per un rookie come Jake Dixon tali test sono stati comunque utili per proseguire il percorso di apprendistato in sella alla Honda CBR1000RR-R del team ufficiale HRC, moto ben diversa rispetto alla Moto2 a cui era abituato. Ecco le parole del britannico, consapevole di avere ancora parecchio margine di miglioramento ma sempre ottimista.

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Dixon: “Abbiamo cercato di trarre il massimo anche in queste condizioni”

E’ stato un test molto complicato per via della pioggia e delle condizioni insidiose del tracciato, ma abbiamo comunque cercato di trarre il massimo dai chilometri effettuati”, ha spiegato l’ex-Moto2. “Guidare per tutto il giorno sul bagnato, specialmente per un pilota come me al debutto in Superbike, non è affatto semplice, ma ciò che conta è imparare ad ogni giro. Per questo ci siamo concentrati specialmente sugli assetti da bagnato, la mia posizione di guida e l’elettronica cercando di capire la moto passo dopo passo”.

Arrivando da tanti anni di Moto2, il feeling in sella e lo stile di guida richiesto sono estremamente diversi e sono consapevole di aver bisogno di ulteriori giri per entrare in sintonia con il pacchetto a mia disposizione, specialmente per quel che riguarda la fiducia in frenata e in ingresso di curva”, prosegue il numero 96 restando con i piedi per terra. “Ovviamente sarebbe stato meglio effettuare i test sull’asciutto, ma è stato comunque un test utile. Ora andiamo in Australia sapendo di dover ancora migliorare, ma restando motivati e con le idee chiare sulla direzione da prendere”.

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