Africa Eco Race 2026: Charlier, Botturi e il vero spirito dei rally raid

Durante la Tappa 4, Alessandro è rimasto fermo per problemi tecnici, ma il belga ha deciso di trainarlo fino al traguardo permettendogli di proseguire la corsa
Africa Eco Race 2026: Charlier, Botturi e il vero spirito dei rally raid

Alessandro Di MoroAlessandro Di Moro

Pubblicato il 30 gennaio 2026, 09:48

Si parla spesso di “spirito dakariano” e, in generale, di spirito dei rally raid, che consiste nel mettere in primo piano l’altruismo quando si incontrano rivali in difficoltà durante le lunghissime e complesse prove speciali della disciplina off-road più impegnativa in assoluto. Essendo l’Africa Eco Race una gara verso Dakar nel vero senso della parola, trattandosi dei percorsi della vecchia Parigi-Dakar con arrivo in Senegal sulle rive del Lago Rosa, non c’è da stupirsi nel vedere episodi del genere, ma ciò che è successo nella Tappa 4 con Alessandro Botturi e Nicolas Charlier rappresenta una scena di grande romanticismo motociclistico.

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Charlier “salva” l’Africa Eco Race di Botturi

Mentre era in piena corsa per la vittoria di tappa, ad una manciata di chilometri dal termine della speciale Alessandro Botturi ha accusato un problema tecnico sulla Yamaha Ténéré ufficiale restando fermo a lungo. Fortunatamente, il compagno di marca Nicolas Charlier si è fermato per aiutare il centauro italiano trainandolo sino al traguardo della tappa, permettendogli così di proseguire con la maratona africana. Chiaramente adesso diventa improbabile pensare ad una rimonta visto che “Bottu” si trova ad oltre un’ora di ritardo dalla leadership nella classifica generale, ma qualche vittoria di tappa è più che plausibile per un veterano dei rally raid che vanta già due trionfi all’Africa Eco Race in carriera (nel 2019 e nel 2020). Il tutto grazie al “salvataggio” da parte di un avversario.

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