Superbike: Bulega e Ducati sono più forti dell'uragano, è primato nel day 2 ai test di Portimão
Valentino Aggio
Pubblicato il 30 gennaio 2026, 09:15
È chiamato ad essere l'uragano della Superbike 2026: pronostico finora rispettato per Nicolò Bulega, che si prende la vetta dei test di Portimão seppur in gran parte improduttivi a causa di un vero uragano, Ingrid, che ha scombussolato i piani di tutti i team giunti in Portogallo. Il ducatista italiano, però, deve guardarsi le spalle dal nuovo compagno di box Iker Lecuona.
Bulega-Ducati imbattibili, ma occhio a Lecuona
Il meteo non è stato certo clemente con la Superbike in queste due settimane tra Jerez e Portimão, così come ogni anno. Con tanti volti di rilievo che hanno cambiato casacca per la prossima stagione, c'è l'esigenza di mettere chilometri sotto le proprie Pirelli prima del round inaugurale di Phillip Island, che ormai è dietro l'angolo. In questa situazione di incertezza, una coppia oliata come quella formata da Nicolò Bulega e la nuova Ducati Panigale V4 R la fanno da padrona. Sotto la pioggia portoghese il due volte vice-campione del mondo in carica ha fermato il cronometro sul 1:59.144, uno dei due ad andare sotto il piede dei 2'.
Il secondo pilota a riuscirci è stato l'insidioso compagno di squadra Iker Lecuona, che ha lasciato Honda proprio per arrivare a competere per il titolo sotto l'effige di Borgo Panigale. Le prime uscite sono state incoraggianti per l'ex HRC, ma a Portimão il #7 è stato pericolosamente vicino al nuovo compagno di box. Sono solamente 39 i millesimi che separano due piloti che faranno divertire nel 2026. In terza posizione c'è colui che ha preso il posto di Lecuona in Honda, Jake Dixon. Diversi chilometri per l'inglese che, in queste condizioni, ci sguazza e chiude con un crono di 2:00.111.
Dietro di lui c'è tanta Italia: Alberto Surra ha concluso ben 40 passaggi con la Panigale di Motocorsa, chiudendo davanti al compagno di marca Lorenzo Baldassarri. Dietro di lui solamente il tester Bimota Xavi Forés e Yari Montella. Assente Yamaha, che ha caricato i camion già a metà giornata. Ora il paddock delle derivate chiude le casse per tornare in pista direttamente a Phillip Island in occasione dei test pre-weekend, con più dubbi che certezze.
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