Se la MotoGP va ad Adelaide, la Superbike sogna di tornare a Monza 

Il Gran Premio di Australia non sarà corso in città, ma dentro un parco dagli spazi di fuga enormi. Quanto serve al tracciato brianzolo, sprovvisto di omologazione e sponsor per i lavori di aggiornamento

Mirko ColombiMirko Colombi

Pubblicato il 25 febbraio 2026, 14:34 (Aggiornato il 25 febbraio 2026, 14:55)

Divulgata la notizia della MotoGP destinata ad Adelaide, il paddock SBK è esploso in commenti. Il più diffuso? Eccolo: "Ma dai, sarà di certo un tracciato sicuro, mica correranno tra muri, marciapiedi ed edifici. Verrà allestito un percorso all'altezza della situazione, mica parliamo di Macao o il Tourist Trophy". Ovviamente, aggiungiamo noi. La classe regina sarà protagonista di azioni in mezzo a un enorme parco, di cittadino vedremo poco e niente. Sempre dalle derivate di serie, ulteriori note: "Allora noi potremmo tornare a Monza. Dite che abbia vie di fuga più piccole rispetto alla nuova pista australiana?" Ancora non si sa, è da verificare. Ma citare l'autodromo brianzolo ha sempre un suo perché.

MotoGP di Thailandia in TV

 

 

La MotoGP in città? Macché 

Dorna e FIM hanno alzato gli standard di sicurezza ai massimi livelli ormai da anni, è quindi impensabile che la MotoGP con relative classi correrà in condizioni tornate indietro di mezzo secolo, infatti, se guardate la cartina del circuito di Adelaide, evincerete facilmente di una struttura allestita dentro un enorme parco verde.

Lo ha spiegato Joel Kelso, presente alla SBK di Phillip Island: "Nemmeno sembra di essere in città, altro che barriere". Non avevamo dubbi. Semmai, sì: rimangono alti curiosità e interesse di un evento che sta facendo parlare moltissimo.

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