SBK, Honda: l’incubo continua

I test pre-gara in Australia e l’infortunio di Dixon hanno detto che la strada della CBR per uscire dal “pantano” è molto lunga

Marco PezzoniMarco Pezzoni

Pubblicato il 18 febbraio 2026, 09:23

La Fireblade si conferma moto più difficile del lotto

La CBR in versione SBK, nelle sue varie evoluzioni, è stata sempre l’incubo di qualunque pilota ci salisse in sella. L’unico in tempi recenti a farla camminare davvero tra mille difficoltà è stato un certo Jonathan Rea che con quella moto ha fatto miracoli, lasciandoci però anche qualche osso. Dopo Johnny il deserto, forse solo Bautista è riuscito a cavare qualcosa di buono dalla CBR prima del duo Vierge-Lecuona.

E’ paradossale, per certi versi, che la Casa motociclistica più grande del mondo, non riesca più a partorire una moto in versione SBK (8h di Suzuka è un discorso a parte perché interviene direttamente HRC sulla CBR) che riesca ad essere efficace e che permetta ai suoi piloti di essere competitivi stabilmente per il podio di ogni gara.

Qualcosa di buono si era visto nella seconda metà della scorsa stagione e quel buono lasciava presagire una direzione in quel senso in vista della stagione 2026. Il cambio di line up ha portato a piloti con stili di guida diversi da Vierge e Lecuona, con il risultato di una partenza di nuovo da zero a dover sempre rincorrere gli avversari.

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