Felici e... scontenti: chi è contento e chi no dei contratti firmati per il 2027?
Gianmaria Rosati
Pubblicato il 13 aprile 2026, 09:18
Cosa che oggi il pacchetto Honda non sembra poter garantire, anche se a tranquillizzare il francese potrebbero esserci gli ingenti investimenti che la Casa di Tokyo può permettersi sul modello 850, nonché le conoscenze di un Romano Albesiano che sembra già aver cambiato la rotta del transatlantico Honda. E, particolare da non sottovalutare, El Diablo manterrà lo status di pilota più pagato della griglia. Sono parecchie le incognite che circondano Alex Marquez, che nel 2027 tornerà a vestire i panni di pilota ufficiale, questa volta però in KTM.
Alex Marquez dubbioso, Martin si mangia le mani
Dove la crisi economica sembra alle spalle, tuttavia restano i dubbi circa il valore della RC16, finora veloce solamente – tranne che ad Austin – con il solo Acosta. Per Alex, lasciare Gresini Racing per passare in KTM rappresenta una scelta di vita, legata a diversi fattori che trascendono anche il mero risultato in pista: con onestà il catalano ha lasciato intendere come, a 30 anni, il treno di una squadra ufficiale (in termini di possibilità di sviluppi da indirizzare ma anche di stipendio) non possa essere lasciato da chi viene da sei anni nei team satellite.
Tuttavia le prospettive non sembrano illudere il più giovane dei Marquez di ripetere il 2025 da vice campione. Infine c’è chi si sta probabilmente mangiando le mani per le proprie scelte, che definire avventate non sembra esagerato. Albert Valera potrebbe aver ascoltato perplessità da Acosta e, più probabilmente, dubbi più pesanti dall’altro suo assistito, Jorge Martin, che prima dell’inizio della stagione ha deciso di lasciare l’Aprilia per abbracciare il progetto Yamaha, passando di fatto – a oggi – dalla migliore alla peggiore moto della griglia.
I 10 motivi per i quali Aprilia può credere nel titolo mondiale
Proprio ora che sembra aver trovato la giusta confidenza in sella alla RS-GP, Jorge vede all’orizzonte la fine dell’avventura in Aprilia, con l’avvicinarsi delle nubi. "Siamo partiti con un anno di anticipo per farci trovare pronti nel 2027" hanno spiegato a più riprese sia Paolo Pavesio che Andrea Dovizioso, ma la verità è che oggi la M1 regala davvero poche garanzie, come ha capito lo stesso Bagnaia, che in gennaio sembrava vicino a compiere la stessa scelta di Martinator. E che oggi sembra ringraziare la sterzata in direzione Aprilia.
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