I 10 motivi per i quali Aprilia può credere nel titolo mondiale 

Tre successi in tre GP, quattro considerando anche le Sprint, il duo Bezzecchi - Martin in lotta per il titolo, le difficoltà di Ducati: la casa veneta è al vertice della MotoGP e ha tante ragioni per sognare 

Gianmaria RosatiGianmaria Rosati

Pubblicato il 9 aprile 2026, 10:11

Si dice che tre indizi facciano una prova, e nel caso di Aprilia fanno sia una prova che una dichiarazione d’intenti. Con due doppiette in tre Gran Premi ed un totale di quattro successi tra Sprint e gare lunghe la casa di Noale ha mandato un messaggio forte e chiaro alla concorrenza, tanto che la speranza di giocarsi il titolo mondiale è già diventata una certezza, a prescindere da cosa porteranno in dote i prossimi GP, con lo sbarco in Europa ed i conseguenti cambi di scenario.

“Dobbiamo tenere i piedi per terra” ha ribadito anche dopo Austin Massimo Rivola, ma la verità è che in Aprilia al sogno del titolo mondiale ci si credeva già prima dell’inizio della stagione, forti di una crescita tecnica notevole e di un finale di scorsa stagione sorprendente, e le dichiarazioni contrarie servono solo ad abbassare la temperatura di un box che – giustamente – ribolle di passione, tanto che il mese di pausa forzato che porterà al GP di Jerez rappresenta quasi un inciampo. Il focus ad ogni modo è ora più che mai il titolo, al quale Aprilia può credere per diversi motivi. Almeno dieci.

Il pacchetto tecnico 

Dopo stagioni di lavoro e rincorsa, Aprilia sembra davvero aver centrato il suo obiettivo: essere la moto di riferimento in griglia. I primi segnali di tale crescita si erano visti nel corso dei test invernali, quando due tracciati dal DNA differente come Sepang e Buriram avevano regalato  entrambi riscontri confortanti, e le ottime cose mostrate nei primi tre Gran Premi dell’anno, compreso quello di Goiania dove tutte le case sono partite da zero, hanno rappresentato la perfetta conferma.

Il certosino lavoro aerodinamico, il carattere docile del motore e quel tocco di genialità rappresentata dall’F-duct in stile Formula 1 hanno fatto sì che la RS-GP arrivasse a livello di prestazione mai raggiunti prima, e le ottime prove mostrate da tutti e quattro i piloti di Noale ne sono la prova. Il valore di una moto infatti si comprende dai risultati del secondo miglior pilota di un costruttore, ed i numeri di Aprilia parlano chiaro.

L’entusiasmo dell’ambiente 

Oramai le docce di champagne e i cori verso il Race Manager Paolo Bonora sono diventati un appuntamento fisso per gli uomini in nero, che mai come oggi sorridono e sognano. Seguire anche solo per qualche momento il box Aprilia nel corso di un fine settimana di gara o di un test aiuta a capire: l’armonia tra gli uomini è evidente, e tutto il comparto tecnico si muove come un corpo unico.

Seri quando serve essere seri ma anche scanzonati quando serve leggerezza: un dualismo rappresentata perfettamente da Matteo Baiocco, che quando smette i panni del coach diventa la spalla perfetta per i festeggiamenti di Bezzecchi, tra vecchi meme riportati alla luce o sketch che solo chi è all’interno della cerchia di Noale può capire. L’aria che si respira tra i pannelli del box nero è quella giusta, perlomeno per crederci davvero.

Marco Bezzecchi

Impossibile non citare il capitano dell’attuale spedizione, colui che, non il suo brillante finale di stagione scorsa, ha consentito ad Aprilia di iniziare a pensare che forse salire anche l’ultimo scalino fosse possibile. Nelle stagioni scorse Marco si è formato, conquistando i suoi primi successi ma compiendo anche i primi errori, quelli che bruciano sul momento ma risultano formativi sul lungo periodo.

E questo mix di eventi ha portato alla versione attuale di Bezzecchi: concentrato ma anche burlone, ma soprattutto veloce, in simbiosi con la RS-GP come mai prima d’ora. Se la vittoria di Buriram sembrava annunciata dopo i test e le prove, i due successivi successi di Goiania ed Austin sono arrivati in maniera anche sorprendente, con Marco capace di innalzare il proprio livello gradualmente, facendosi trovare pronto quando più contava, come le Superstar NBA alle quali viene affidata l’ultima palla della partita.

Non è tutto ora quello che luccica, dato che come sottolineato anche da Rivola “i due errori del sabato pesano e sono l’unica cosa sulla quale deve migliorare”, ma mai come in questo momento Bezzecchi sembra pronto per lanciare il proprio assalto al titolo mondiale. 

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