Felici e... scontenti: chi è contento e chi no dei contratti firmati per il 2027?

Cinque top rider guardano i propri risultati ma anche quelli dei team per cui correranno nel 2027: Bagnaia sorride, Quartararo attende, Acosta mantiene la fiducia, Alex Marquez è perplesso. E Martin...

Gianmaria Rosati Gianmaria Rosati

Pubblicato il 13 aprile 2026, 09:18

L’ultimo inverno della MotoGP è stato caratterizzato da un mercato mai così precoce – annacquato soltanto dal ritardo negli annunci dovuto alle discussioni per il “Patto della Concordia”, comunque in dirittura d’arrivo – e ora che i primi Gran Premi del 2026 sono in archivio è già tempo di primi bilanci anche in questa ottica. Diverse Case e numerosi top rider hanno scelto la propria direzione per il 2027 pressoché a scatola chiusa, presi da una frenesia tipica di quei periodi che precedono una rivoluzione, ma la fretta, si sa, può diventare cattiva consigliera.

Lo sa bene Pedro Acosta, che mai si sarebbe immaginato che quella Ducati così fortemente inseguita nell’ultimo biennio – e che finalmente raggiungerà passando dalla porta principale, cioè dal team ufficiale – si sarebbe trovata proprio quest’anno a fronteggiare difficoltà inattese e risultati altalenanti. Non sarà sembrato vero allo spagnolo di precedere l’intero plotone Ducati in due delle tre gare domenicali corse, in sella a una KTM dal potenziale ancora indecifrabile, ma sicuramente inferiore a quello dell’Aprilia ma anche della stessa Desmosedici.

Acosta e Bagnaia mai così legati

Proprio quest’ultimo punto lascia intendere che, a prescindere dai risultati dell’ultimo periodo, Acosta sia ancora ben felice della scelta compiuta per il 2027: lo aspettano il team e la moto più vittoriosi dell’ultimo lustro, con cui andare a caccia di quel titolo mondiale finora rimasto un sogno, complice la discontinuità della RC16. Il Pedro Acosta visto in questi primi GP della nuova stagione ha mostrato progressi tangibili sotto il profilo della gestione di gara, riducendo al minimo gli errori: risorse che potrebbero combaciare perfettamente con quel pacchetto tecnico che il murciano non vede l’ora di avere a disposizione.

Quello stesso pacchetto che invece lascerà Pecco Bagnaia e con ogni probabilità avverrà a malincuore, visti gli indimenticabili momenti collezionati in sella alla Ducati ma anche per l’affezione al marchio. Ma come Acosta, anche il piemontese può rientrare nella categoria di chi è soddisfatto per la propria scelta. In queste prime gare dell’anno l’Aprilia si è confermata la moto di riferimento e l’aria che si respira nel box di Noale potrebbe fare bene anche alla fiducia di Bagnaia, scalfita dalle difficoltà sia della scorsa stagione che attuali.

Chi invece sta ancora aspettando che la sua scelta per il futuro si riveli corretta è Fabio Quartararo, che il prossimo anno resterà in Giappone ma sulla sponda HRC. La Honda ha mostrato segnali di crescita tra il 2025 e il presente, ma resta ancora distante da quella moto in grado di vincere richiesta da Quartararo. Il francese, del resto, ha compiuto una scelta dirompente, mettendo fine al sodalizio con la Yamaha che durava dal 2019, con il solo scopo di tornare immediatamente competitivo. 

 

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