MotoGP, il manager Ricard Jové a ruota libera: “Quartararo, basta piangere”
Valentino Aggio
Pubblicato il 10 aprile 2026, 15:27
La lunga pausa tra il Circuit of The Americas e Jerez de la Frontera ha dato la possibilità a tanti personaggi dell'orbita MotoGP di parlare dell'inizio stagione. Tra questi, anche il manager spagnolo Ricard Jové, particolarmente critico nei confronti di Yamaha.
Su Aprilia: “È la Casa più debole, ma vince”
“Aprilia, tra virgolette, è la Casa più povera dell'intero paddock - sono le parole di Jové sul marchio di Noale in un'intervista rilasciata a "Mundo Deportivo" -. Senza dubbio è la più debole, specie se si compara a colossi come Yamaha o Honda. L'evoluzione della RS-GP è stata incredibile, in pochi se la sarebbero immaginata”. Quella di Aprilia è una crescita che ha un motivo ben preciso, come confermato anche dall'ex capotecnico Ramon Forcada in una recente intervista: “Non ci sono più i team manager di una volta, forse ne rimangono solo due. Uno è Massimo Rivola, che con la sua gestione in Aprilia si è guadagnato questo titolo. L'altro è Davide Brivio”.
Attacco a Yamaha: “Si sono giocati una stagione”
Partendo dagli attuali vincitori di questo 2026, ovvero Aprilia, Ricard Jové passa alla Casa più in difficoltà. Yamaha ha anticipato di un anno l'arrivo del motore V4, ma con alcuni piloti poco contenti della scelta, questa decisione potrebbe ritorcersi contro al colosso giapponese: “Sappiamo tutti qual è il problema di Yamaha: si sono giocati una stagione in questo modo, ma può essere che col progetto 850cc l'anno prossimo la moto sia competitiva così come no”.
Le critiche passano poi a Fabio Quartararo, ultimo campione del mondo sulla M1 nel 2021 e più volte critico negli ultimi anni sulla competitività della propria moto. “Sono il primo che lo critica: non dovrebbe piangere come sta facendo. È stato lui stesso a scegliere di rimanere dov'è ed il motivo è ben noto. Anzi, mi meraviglio del fatto che Yamaha non gli abbia mai detto nulla per le sue dichiarazioni contro la Casa negli ultimi anni. È vero che la gestione di Yamaha non è stata per nulla positiva negli ultimi anni. I giapponesi sono arrivati a chiedere scusa ai piloti per la scarsa competitività della moto: per favore, Yamaha paga i piloti per correre”.
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