MotoGP, parla Forcada: “Se Márquez non è al 100%, anche Ducati perde la bussola”
Valentino Aggio
Pubblicato il 2 aprile 2026, 18:03
Quando parla Ramon Forcada, tutti ascoltano. L'ex tecnico, figura di spicco del paddock del Motomondiale, ha dato la sua visione su diversi temi della MotoGP attuale. Tra i tanti, spicca quello di Marc Márquez: lo spagnolo ha fatto un'analisi dettagliata del rendimento del campione del mondo nei primi Gran Premi del 2026.
Allarme Márquez: “Se deve guidare una moto facile, qualcosa non va”
L'analisi del capotecnico è partita proprio dal campione del mondo, frutto di decenni d'esperienza ed un occhio allenato al dettaglio. “Non so quanto sia la moto, ma Márquez ha veramente tanto su cui lavorare - le sue parole al podcast spagnolo “Dura la Vita” -. Non lo abbiamo ancora visto a proprio agio sulla moto quest'anno. Per me è un problema legato all'infortunio, lo si nota anche dal linguaggio del corpo”. L'analisi prosegue con la caduta di Austin: “Prima dell'infortunio, probabilmente Márquez non avrebbe mollato e avrebbe cercato in tutti i modi di recuperare la moto e salvarsi dalla caduta. Non è un fattore mentale, piuttosto istintivo. Il fatto che debba guidare una moto 'facile' è un segnale allarmante: qualcosa non va”.
Ma anche Ducati: “Se il leader non è al 100%...”
Forcada non si limita a Márquez, ma collega la “crisi” del catalano con un'apparente difficoltà anche di Borgo Panigale: “Se il leader non è al massimo della propria forma, anche la squadra ne perde la direzione. Con tutte le Ducati in pista, non si ha un'idea chiara: non c'è un riferimento. Chi era a proprio agio prima, come i Márquez o Fermín Aldeguer, non si sta trovando. Morbidelli e Bagnaia sembrano lontani. L'unico che sembra veramente trovarsi bene è Di Giannantonio”.
Su Aprilia: “Hanno avuto coraggio”
Le parole di Forcada su Aprilia sono di grande ammirazione, sia dal punto di vista tecnico che manageriale: “Le Case hanno dato troppo potere ai piloti, mentre in Aprilia gira tutto attorno a Massimo Rivola: è una delle poche squadre con una struttura chiara”. Dal punto di vista tecnico, invece: “Sono stati bravi ad avere il coraggio di seguire la propria strada senza andare a copiare da Ducati: ora sono loro il riferimento, la moto da copiare”.
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