Domenicali: "Ducati antipatica ai rivali? Lo scotto dei vincenti, Marquez grande operazione di marketing"

L'AD di Ducati spiega: "Tutti coloro che vincono tanto possono dividere. Momento straordinario: è somma del nostro lavoro e del calo quasi inspiegabile di alcuni rivali"

03.06.2024 12:28

Claudio Domenicali si gode ogni giorno quella creatura pressoché perfetta che è la Ducati attuale, ma in giornate come quella di ieri la soddisfazione lascia il posto – pur restando presente – all’orgoglio. L’orgoglio di essere a capo di una eccellenza, in primis italiana, che nel giorno della Festa della Repubblica – con tanto di livrea azzurra speciale – ha piazzato una doppietta da imprimere nei libri di storia.
 
“Se un regista appassionato di MotoGP avesse voluto immaginare una festa della Repubblica al Mugello migliore di questa - apre Domenicali - non avrebbe scritto niente di diverso da quanto accaduto. Due italiani davanti a tutti, in sella ad una moto italiana con la livrea azzurra: non so cosa altro potremmo immaginarci”.
 
E’ il punto più alto dell’avventura di Ducati in MotoGP? Dato anche il contesto
 
“Abbiamo vissuto tanti giorni belli, ma questa domenica compete per stare sul podio. Viviamo un momento straordinario, che è la somma di tanti fattori sommati tra loro. Alcuni che dipendevano da noi, ad esempio il lavoro sulle moto ed i piloti, altri invece no, come il calo quasi inspiegabile per certi versi di alcuni avversari. E’ sicuramente una fase passeggera, dato che la competizione tornerà forte. Lo è già ora per certi versi, dato che le altre case europee sono già vicine”.
 
Si rischia di diventare antipatici agli occhi dei rivali vincendo così tanto?
 
“Potenzialmente sì, ma è lo scotto che devono pagare i grandi vincenti: da Ronaldo a Messi, piuttosto che Valentino e Verstappen. Tutti campioni che vincendo tanto hanno anche un po’ diviso. E’ inevitabile, ma possiamo solo cercare di tenere i piedi per terra, cosa che facciamo al meglio delle nostre possibilità”.
 
Pecco potrà ancora stupirci?
 
“Penso di sì, dato che un primo giro come quello di Jerez, del Qatar o della gara di ieri non gli era mai riuscito in passato, E’ un pilota che ancora oggi si allena nei parcheggi per migliorare il suo stile di guida, nonostante sia un tre volte campione del mondo. Avere Marc in sella ad una Ducati in questo senso lo sta aiutando a vedere altre cose: ha l’intelligenza di imparare, facendo dei paragoni e traendo il massimo”.

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Cosa ti è piaciuto di più? La partenza di Pecco o i sorpassi di Enea?
 
“Direi 50 e 50. La partenza di Pecco ed il modo in cui ha affrontato la San Donato è stato incredibile: in uscita sembrava avere un 30% di aderenza in più degli altri. E’ parte del talento di questo ragazzo, che ha una sensibilità pazzesca: a volte fa impazzire gli ingegneri perché le due moto a disposizione non gli sembrano uguali, poi tutti compiono le dovute verifiche ed è tutto a posto, anche se lui non riesce magari a fare con entrambe le moto le stesse cose. La sua ipersensibilità lo contraddistingue nel bene e nel male: può incorrere in errori come quello di Barcellona o regalare prestazioni favolose come quelle di Jerez, Barcellona stessa o ieri. Enea ha fatto qualcosa di pazzesco all’ultimo giro: è un pilota fortissimo, che in termini di punti non ha raccolto quanto avrebbe meritato. In termini di performance è sempre stato velocissimo, poi per un motivo o un altro non è riuscito a volte a mettere tutto insieme”.
 
Che ne pensi della gara di Marquez?
 
“Marc ha riconfermato di essere un talento in queste settimane, anche se non ne aveva bisogno. Ha passato anni complicati e di recente faceva fatica ad essere veloce: non si capiva se la responsabilità fosse più sua o della moto, ma anche al Mugello ha confermato le sue capacità. La Sprint è andata meglio della gara domenicale per lui, ma chi è salito sul podio è andato davvero forte”.
 
Ti inorgoglisce avere restituito un certo palcoscenico ad un fenomeno come Marc?
 
“Sicuramente è positivo per la marca, dato che ha confermato ancora una volta il potenziale della Ducati. Questo è ottimo per noi che facciamo le corse per evidenziare il valore tecnologico della casa, nonché la capacità di realizzare prodotti di serie allo stesso livello. E’ stata una delle campagne di marketing meglio eseguite. Lui ha preso un rischio e si è rimesso in gioco”.
 
Difficile non avere qualche difficoltà collaterale in una situazione del genere.
 
“E’ quasi impossibile non incasinarci (sorride), ma per ora voglio godermi il momento e non pensare al 2025”.

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