GP Brasile, Pedro Acosta diretto: “Non dovremmo essere in testa al mondiale”

Lo spagnolo, nella consueta conferenza stampa del giovedì, rimane coi piedi per terra: “Non devo commettere gli stessi errori del 2025, sono migliorato sia io che la moto”

Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 19 marzo 2026, 16:57

Il giovedì di Goiania dà il benvenuto ai piloti MotoGP presenti in conferenza stampa. Non può mancare l'attuale leader del mondiale Pedro Acosta, vincitore della controversa Sprint di Buriram e 2° nel Gran Premio. Nonostante i buoni risultati, lo spagnolo di KTM riconosce che quello non è il livello che compete alla RC16 in questo momento.

La pista: “Sembra bella”

Già in questi giorni i piloti hanno avuto modo di percorrere il tracciato nella consueta track walk, cercando di familiarizzare con una pista inedita per la MotoGP. “Sembra una bella pista - sono le parole di Acosta -. La FP1 sarà caotica: sia nel T3 che nel T4 ci sono diverse opportunità di sorpasso. Normalmente siamo abbastanza veloci nelle piste nuove, ma non si sa mai. Dopo le FP1 avremo già un'idea migliore di dove siamo".

Rimangono però diversi dubbi riguardo la tenuta delle gomme Michelin, oggetto del mistero anche nel weekend thailandese. “È una pista nuova per tutti: le gomme simili alla Thailandia potrebbero darci una mano, ma non sappiamo quanto grip ci sarà e nemmeno la durabilità delle gomme”. 

L'obiettivo: “Vogliamo rimanere in top 5 a tutte le gare”

L'ammissione di Pedro Acosta è di quelle pesanti, ma anche calibrata così come le sue staccate in pista. “Sappiamo che non dovremmo essere in testa al campionato, ma dobbiamo continuare così. Vogliamo essere costantemente in top 5, cercando di non commettere gli stessi errori della scorsa stagione”. Lo spagnolo poi specifica: “Ovviamente fa piacere essere in testa al campionato, ma in questo momento non è il mio obiettivo. Sono stato contento della gara fatta in Thailandia perché non ho commesso errori”.

Il merito è del pilota o della KTM? Acosta pensa sia un mix tra i due: “Potrei dire che siamo migliorati sia io che la moto: lo scorso anno ero arrabbiato, ma è vero anche che la moto è molto più facile e a Mattighofen hanno lavorato molto bene. È una combinazione di diversi aspetti”.

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