MotoGP 2026, Meda: “Non penso che la Thailandia ci abbia detto la verità”

Pubblicato il 18 marzo 2026, 18:34
Dopo l’evento di Torino, si è svolto a Bologna un nuovo incontro di Sky Up the Edit, al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “Albert Bruce Sabin”, a cui hanno partecipato il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il vicedirettore di Sky Sport e capo dei motori Guido Meda e Vanessa Villa, pluricampionessa italiana di karate e content creator.
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"Su molte cose i giovani hanno a che fare con l'umanità e con il rispetto"
L’evento è stato un bel confronto che si è concentrato sulle diverse forme di rispetto che lo sport insegna e Meda ci ha raccontato: “I ragazzi non dobbiamo sottovalutarli. Quella che sta arrivando non è una cattiva generazione, anzi, sono giovani che si stanno preparando a una era che è veramente digitale. Probabilmente sono più adatti di noi a sostenerla e su molte cose hanno a che fare con l’umanità e con il rispetto. Sono più strutturati. Per esempio sul fatto di essere inclusivi, mi pare da papà che abbiano fatto un percorso molto più contemporaneo del nostro. Detto questo, lo sport è la rappresentazione dei modelli di umanità e di rispetto che dovremmo avere nel nostro vivere civile, per una convivenza che sia umana”.
Meda racconta i valori del motociclismo
Dal tuo punto di vista, quali sono i valori che il motociclismo ti ha trasmesso?
“Il motociclismo è molto specifico, come l’automobilismo, perché essendoci di mezzo anche il pericolo, sono sport dove l'individualismo è molto spiccato. Se cerchi i gesti di enorme fair play, rispetto ad altre situazioni sportive, sono più rari. Anche perché i piloti si confrontano con casco e tuta addosso. La condivisione però di quella passione, la consapevolezza di fare uno sport pericoloso, fa sì che il motociclista abbia un’attitudine naturale a mettersi nei panni dell’altro, che è la forma più spinta di rispetto. Chiaro che poi il grande dissidio che c’è stato tra Marc Marquez e Valentino Rossi ti dice che certi confini ogni tanto vengono scavalcati”.
Guardando alla MotoGP, che prospettiva ti aspetti in questo 2026?
“Non penso che la Thailandia ci abbia detto la verità. Se fosse la verità dovremmo dire “Dominio Aprilia, crisi Ducati e Acosta che può lottare per il titolo. In realtà credo che sì Aprilia abbia fatto dei passi in avanti e non credo che Ducati abbia fatto dei passi indietro così significativi. Penso che siano stati messi così in difficoltà da una gomma che banalmente, in quelle condizioni di temperatura, non si sposava con la Desmsedici GP, ma che sia un caso isolato. Ci dobbiamo assolutamente preparare a vedere Ducati e i suoi valori, a partire da Marc Marquez, integri come prima”.
Anche Pecco?
“Bagnaia voglio vederlo su una pista in condizioni adatte alla Ducati per vedere se continua la difficoltà o se è veramente quello eccellente che avevamo rivisto nei test”.
I quattro nomi più importanti della MotoGP 2026
Se dovessi fare un pronostico chi vedi in lotta per il titolo?
“Marquez rimane il talento numero uno e forse il favorito numero uno per il Mondiale. I piloti da cui mi aspetto di più, oltre a lui sono Acosta, Bezzecchi e auspicabilmente Bagnaia”.
Bezzecchi ha vinto il primo GP con Aprilia, che emozioni ti dà?
“Su di lui ho una sensazione. Fino a due o tre anni fa nella sua vita nel paddock, nei suoi confronti con i giornalisti, mi ricordo di un ragazzino leggero, molto incline a ridere e a 'sbragare'. Da un paio d’anni a questa parte, invece, nei momenti comandati lo vedo quasi scuro in volto. Non vuol dire che è diventato antipatico, anzi è rimasto esattamente la stessa persona. Però sta facendo solo quello che deve fare un pilota: restare concentrato su un obiettivo. Quello di vincere. Per questo non esce dal suo binario”.
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