Foti lancia l'idea: "SBK e MotoGP nello stesso weekend"

Serafino, manager del team Aruba.it Racing Ducati: "In qualche gara, sarebbe magnifico vedere assieme derivate di serie e prototipi. Bulega? Se va in MotoGP, siamo felici e tristi allo stesso momento"

Mirko ColombiMirko Colombi

Pubblicato il 21 aprile 2026, 16:24

Lo vedete nella foto di copertina. Se non è l’inizio perfetto, pochissimo ci manca. Grande partenza stagionale marcata Aruba.it Racing, con primo e secondo nome nella classifica 2026. Dopo tre round SBK completati, il team manager Serafino Foti comunica soddisfazione propria e di tutta la squadra ufficiale Ducati: “Nicolò Bulega in testa” evidenzia “Iker Lecuona appena dopo. Siamo contenti, non potevamo pensare meglio. Sappiamo quanto sia lungo il campionato e che gli avversari arriveranno presto, perciò continueremo a lavorare duramente. Senza sederci o fermarci. Restano ancora tante gare, nulla qui è facile. Consideriamo che un imprevisto potrebbe comunque verificarsi. Pianificare è possibile, ma nessuno sa come potrebbe andare a finire in gara. Bisogna essere pronti a tutto, sapendo che gli avversari attaccheranno".

MotoGP di Jerez in TV 

 

Aruba ha alzato l'asticella SBK

Hanno alzato l’asticella 2026. In cosa è migliorato, rispetto al 2025, il team Aruba.it Racing? La risposta è articolata: "Cerchiamo sempre di imparare. Mai esiste un punto di arrivo: quando arrivi a un livello, provi sempre a superarlo. Abbiamo alzato l’asticella, d’accordo, ma perché? Ecco i motivi: crediamo parecchio nell’aspetto umano, infatti, ci impegniamo per creare armonia, atmosfera e alchimia giusta. Questo vale per ognuno di noi. Aspetto tecnico: siamo maniacali. Difficile è dire dove siamo effettivamente cresciuti, dato che i dettagli sono numerosi e fanno la differenza. Strada facendo scopriamo la crescita compiuta. Potrebbe succedere pure di fare un passo indietro, quando si corre ad altissimi livelli”.

Bulega-Lecuona: è la miglior coppia Ducati di sempre in SBK?

“Volevamo un pilota giovane, da far crescere. Nel caso Nicolò intraprendesse strade diverse, abbiamo pensato, Iker potrebbe funzionare. E sta funzionando. Ovvio: Bulega rimane una garanzia. I risultati sinora ottenuti mica sono scontati, ma ce li aspettavamo. Lecuona è un talento, evidente a tutti. Ha corso nel supermotard, poi ha fatto il campionato spagnolo mezzo anno, prima di essere catapultato nella Moto2 iridata e, poco più tardi, in MotoGP. Seppur a sprazzi, ha fatto vedere ottime cose. Le sue capacità sono fuori discussione. Da noi gode di condizione stabile, tra moto competitiva e i migliori tecnici del paddock. Saltare da Honda a Ducati prevede adattamento. Sta andando bene, vogliamo che vada anche meglio”.

Appunto, Bulega. Se Nicolò passasse in MotoGP, chi chiamereste, da quale paddock?

“Onestamente parlando, ancora non sappiamo cosa farà Nicolò. E nemmeno siamo stressati dall’ansia di pensare a un sostituto, dato che disponiamo di una delle migliori moto del paddock e dei migliori team. Automaticamente, chi vorrà approcciare alla Superbike, sa che qui c’è una sella molto appetibile. Lecuona è già con noi, sta performando. Bulega vuole la MotoGP? Col suo livello, la merita. Perché negargliela? Siamo orgogliosi di averlo portato a certi livelli, glielo auguriamo. Per lui si devono incastrare tante situazioni, è difficile. Se rimanesse, invece, in questo campionato… sarebbe la nostra prima scelta”.

Siete papabili di impresa storica: in 39 edizioni iridate, un solo italiano titolato. Max Biaggi con l’Aprilia.

“E’ vero. Sarebbe una bella storia, cominciata con un Nicolò arrivato da noi in Supersport non dico a fine carriera, però in un momento veramente duro. Sprovvisto di possibilità per rimanere nel Motomondiale. Bulega si è ricostruito la carriera. Lo abbiamo fatto insieme, ne siamo fieri. Parliamo di un talento che a 15 anni vinse lo JuniorGP, battendo un certo Fabio Quartararo. Gli abbiamo conferito serenità. Se Nicolò va di là, saremmo tristi e felici (ride)”.

Foti incoraggia la crescita della SBK

La SBK vive un periodo di transizione e alcuni aspetti possono essere sviluppati. Cosa propone il manager del team Aruba.it Racing? Iniziative interessanti:Sarei propenso a introdurre nel calendario due o tre trasferte extraeuropee, come le avevamo qualche stagione fa. Il campionato è dello stesso promoter, quindi proporrei quanto segue. Moto3 e Moto2 affrontano medesimo numero di Gran Premi della MotoGP. Ridurrei qualche trasferta per la classe di ingresso e di mezzo, alleggerendone spese e logistica sul budget annuale. In compenso, inserirei la Superbike nello stesso evento, a sostituire la, tra virgolette, ‘assenza’ di Moto3 e Moto2’… per tre o quattro gare, sarebbe fantastico. Ovviamente, lavoreremmo insieme al promoter per concretizzare l’idea”.

Il promoter ha apportato alcune interessanti novità.

“Ho e abbiamo piena fiducia nell’operato di Gregorio Lavilla e della sua equipe. Si stanno dando da fare per valorizzare un prodotto che, come abbiamo detto, c’è. Per migliorare, appunto, sarebbe magnifico vedere correre nello stesso evento MotoGP e Superbike. Gregorio conosce l’ambiente, è appassionato, merita di crescere ancora. Lavilla si impegna al massimo, sono convinto che Lavilla presto si toglierà ulteriori soddisfazioni".

Credi nel campionato.

"Certamente. Il prodotto è altissimo, deve essere valorizzato. L’ultima categoria del weekend è la Superbike, per un pubblico sicuro che rimanga in circuito. Gli orari vanno bene. Ripeto, perché ci credo: ci sarebbe bisogno di gare fuori Europa e introdurre qualche tappa con la MotoGP".

Davide Tardozzi, faro MotoGP. Serafino Foti, luce in SBK

Serafino Foti potrebbe essere paragonato a Davide Tardozzi. Abbiamo a che fare con manager esperti, competenti, attenti e appassionati: "Provo una grandissima stima di Davide. Lui e Paolo Ciabatti mi hanno portato nel mondo Ducati, sempre li ringrazierò. Sarà difficile sostituire Tardozzi, nel momento in cui deciderà di ritirarsi. Conosce l’ambiente a 360 gradi, mi ha insegnato molto. Per esempio, a percepire senazioni, emozioni, situazioni. L’esperienza determina la differenza. Essere passati dal medesimo percorso, affina la sensibilità. Come Davide, sento la gara sulla pelle. Lotto, soffro, godo. Sono focalizzato al risultato, magari cambiando atteggiamento. Quando si accende il semaforo rosso, in attesa dello start, ho le farfalle nello stomaco. Come Tardozzi, metto anima e corpo nel lavoro. E lo fai se ti piace e se lo ami. Essere sanguigno significa tenerci davvero. Sento la tensione, ma provo a toglierla ai piloti. La tranquillità nel box è fondamentale”.

Parlavamo di rivali. Come li vedi, in questo momento della stagione?

“La BMW è campione del mondo in carica, essendosi aggiudicata gli ultimi due titoli piloti. E’ forte, arriveranno. Miguel Oliveira e Danilo Petrucci sono due top rider, chiaramenti nella fase di adattamento. La Bimota non mi ha sorpreso, in virtù del DNA racing. Ci ho corso, conosco la filosofia. Gli ingegneri sono bravi e sono supportati dal team Provec, sette volte iridato. Il connubio è forte. Yamaha mi sopreso negativamente: sta andando più piano dello scorso anno. Andrea Locatelli fatica, Xavi Vierge sta facendo benone. La Honda attende Jake Dixon, perciò ingiudicabile.  La sola Kawasaki mica sta facendo male con Garrett Gerloff, anzi”.

 

 

 

 

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