SBK Assen, Bautista: "Zavorra? Non è giusto, Ducati vince anche senza di me"

Il pilota Barni Spark Racing Team è 4° al termine della domenica di Assen, ma non si placano le polemiche: "Sette kg si sentono eccome, poi sono l'unico pilota penalizzato"

Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 19 aprile 2026, 19:19

Altro risultato di spessore per Álvaro Bautista ad Assen. Il due volte iridato SBK è ancora 4° al termine di Gara 2, ma le polemiche riguardo la zavorra attualmente applicata sulla sua Ducati Panigale V4 R del Barni Spark Racing Team sono tutt'altro che terminate.

Un weekend positivo: “Sono comunque un passeggero, ma meno”

Al termine di Gara 1 Bautista ha evidenziato i problemi che ha nei primi giri di gara dovuti alla zavorra ma soprattutto al serbatoio pieno. Problemi che si affievoliscono col passare dei giri. “Abbiamo fatto diversi cambiamenti a livello di setup per evitare di perdere troppo tempo nei primi giri. Già dalla Superpole Race mi sentivo meglio, sensazioni confermate in Gara 2. Ho perso del tempo nei primi passaggi, ma il feeling era più normale. Oggi ero comunque un passeggero, ma comunque meno rispetto a ieri”. Rimane comunque un fine settimana positivo: “È importante portare a termine le gare e guadagnare punti in campionato, non solo per me ma per tutto il team”.

La polemica: “Ducati vince anche senza di me”

Una volta introdotto il tema della zavorra, Bautista ha continuato. “Non accetterò mai questa situazione: 7 kg si sentono eccome, anche se riusciremo a ridurre il gap e magari anche vincere. La moto è più fisica da guidare, senza togliere il nodo della sicurezza: ogni volta che cado, la mia moto ha bisogno di più spazio per fermarsi. Sono l'unico pilota che è penalizzato da questa regola: l'hanno fatta per fermarmi. Non è giusto. Tutti i piloti erano d'accordo sul togliere questa regola perché non ha senso”. 

Una regola che comunque non ha messo fine alla competitività di Ducati, da anni ormai forza dominante della SBK. “Ducati continua a vincere anche senza di me: è la moto, non il pilota. Si deve pensare a delle regole per penalizzare le Case, non i piloti. Ci sarebbero comunque sei Ducati davanti, ma magari le posizioni sarebbero diverse”.

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