SBK Assen, Bulega: “Vorrei recuperare i punti persi l’anno scorso”

“La riduzione del flusso benzina si fa sentire su questa moto, non abbiamo dati rispetto all’anno scorso” dice l’italiano di Ducati dopo il venerdì di libere

SBK Assen, Bulega: “Vorrei recuperare i punti persi l’anno scorso”
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Marco PezzoniMarco Pezzoni

Pubblicato il 17 aprile 2026, 17:35 (Aggiornato il 17 aprile 2026, 16:31)

Un altro normale venerdì in ufficio per Nicolò Bulega. Il pilota di Aruba.it Ducati chiude al comando la prima giornata olandese di prove e si candida ad un ruolo da protagonista per la Superpole e gara-1 di domani

Sono qui per vendicarmi – esordisce Bulega – l’anno scorso sono stato molto veloce qui ma poi ho avuto quel problema tecnico. Sicuramente vorrei recuperare i punti persi l’anno scorso ma non è facile. Il feeling è piuttosto buono, non ancora al 100% ma stiamo lavorando per trovare l’ultimo 10%. Al momento va piuttosto bene.”

Bulega tra le differenze con la moto dello scorso anno e la riduzione del flusso benzina

Quella in mano a tutti i piloti Ducati è una Panigale completamente nuova rispetto al modello precedente, arrivato ormai alla fine del suo ciclo di sviluppo. “In Australia e Portimao il venerdì facevo un po’ più di fatica, non perché dovevo ricominciare da zero ma perché avevo sempre il feeling dell’anno scorso che era molto buono perché ero veloce in ogni gara. Per trovare un buon feeling con questa moto dobbiamo lavorare in modo diverso perché la moto è diversa. Ogni venerdì cerco di rifare le stesse cose dell’anno scorso ma sto capendo che non funzionano con questa moto. Devo prendere il feeling che ho con questa moto in una maniera diversa rispetto all’anno scorso.”

Sulla riduzione del flusso benzina e i suoi effetti dice: “Si fa sentire. Il cambio è diverso, non spinge fino in fondo ma il problema è che dobbiamo cambiare sia il cambio che il forcellone, dobbiamo lavorare di più sul setting della moto per ovviare al problema. La moto è diversa dall’anno scorso e non abbiamo dati su questa e quindi la differenza è più ampia. Cambia anche il modo di cambiare le marce, in alcune curve sento il cambio più lungo o più corto. Dobbiamo trovare un compromesso.”

Poi aggiunge: “Se si fanno le curve più lentamente, si va piano anche sul dritto. Dobbiamo trovare un compromesso per andare forte in curva, nelle prime curve e sui rettilinei.

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