SBK, Manzi "turbo-diesel": diamo tempo (e una R1 migliorata) a Stefano

Il titolato Supersport affronta un debutto 2026 in salita. Romagnolo da sempre metodico e in crescendo, sperando che la Yamaha faccio lo stesso
SBK, Manzi "turbo-diesel": diamo tempo (e una R1 migliorata) a Stefano

Mirko ColombiMirko Colombi

Pubblicato il 7 aprile 2026, 14:18

Stefano Manzi lo aveva ammesso: "Un conto è adattarsi alla R1, un altro è andarci forte". Parole che confermano quanto sia impegnativo il salto da Supersport a SBK, affrontato quest'anno dal titolato in carica della classe di mezzo sulla tre cilindri R9. Yamaha e il team GYTR GRT faticano, ma il verde speranza visto su casco, guanti e stivali del romagnolo tinto di blu fa guardare ai prossimo round con (moderata) fiducia.

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Sette punti in due round: inizio in salita per Manzi

Tra Australia e Portogallo, la SBK edizione 2026 ha assegnato 124 punti. Grazie a due triplette, Nicolò Bulega è perciò primo a quota massima. Stefano ha invece 7 punti, così distribuiti: 2 a Phillip Island nella seconda manche, 5 a Portimao nella gara di chiusura.

Manzi ricopre la diciassettesima posizione della graduatoria piloti e, nell'ambito dei sei rappresentanti di Iwata, si trova davanti a Bahattin Sofuoglu e Mattia Rato. A precedere il numero 62 ci sono, in ordine crescente, Remy Gardner, Xavi Vierge e Andrea Locatelli.

La Casa dei tre diapason soffre, lo vediamo. Basti pensare che il bergamasco del team ufficiale Pata Maxus debba ancora andare a podio, come il resto della pattuglia blu. La R1, seppur aggiornata di anno in anno, è molto distante dalla nuova Ducati Panigale V4R.

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