SBK, questione di cavalli: Bimota fa un passo indietro a Portimão

Il telaio certosino della KB998 Rimini non basta sulle salite e le discese di Portimão: Alex Lowes è sempre 4°, mentre Bassani è decisamente più lontano. E BMW si avvicina

Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 30 marzo 2026, 16:05 (Aggiornato il 31 mar 2026 alle 09:21)

La sera leoni, la mattina... È cambiato tutto tra Phillip Island e Portimão per Bimota, come tra notte e giorno: nel Down Under, la casa romagnola aveva fatto paura a Ducati, mentre in Portogallo non è mai riuscita a mettere un proprio pilota sul podio. 

Il DNA di Bimota inganna?

Phillip Island è stata un'isola felice per Bimota, capace di salire per ben tre volte sul podio. Una prestazione impressionante, specie se si considera che il progetto è al secondo anno dalla propria creazione. Il know how telaistico della Casa di Rimini ha dato i propri frutti in una pista dove la percorrenza è tutto. Questo, però, potrebbe aver dato delle false speranze riguardo un derby tutto italiano per il vertice della Superbike. Come si è visto a Portimão, Ducati è avanti anni luce rispetto alla concorrenza nonostante una V4 R ancora nella fase embrionale dello sviluppo. 

Il saliscendi portoghese presenta un layout decisamente diverso rispetto alla controparte australiana. È la potenza a giocare un ruolo fondamentale, da sempre punto debole di Kawasaki (il cui propulsore è lo stesso della KB998 Rimini). Nel lungo rettilineo del traguardo Alex Lowes e Axel Bassani hanno sofferto ed i risultati non sono stati all'altezza del primo round.

L'articolo prosegue nella prossima pagina

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading