SBK, questione di cavalli: Bimota fa un passo indietro a Portimão
Valentino Aggio
Pubblicato il 30 marzo 2026, 16:05 (Aggiornato il 31 mar 2026 alle 09:21)
La sera leoni, la mattina... È cambiato tutto tra Phillip Island e Portimão per Bimota, come tra notte e giorno: nel Down Under, la casa romagnola aveva fatto paura a Ducati, mentre in Portogallo non è mai riuscita a mettere un proprio pilota sul podio.
Il DNA di Bimota inganna?
Phillip Island è stata un'isola felice per Bimota, capace di salire per ben tre volte sul podio. Una prestazione impressionante, specie se si considera che il progetto è al secondo anno dalla propria creazione. Il know how telaistico della Casa di Rimini ha dato i propri frutti in una pista dove la percorrenza è tutto. Questo, però, potrebbe aver dato delle false speranze riguardo un derby tutto italiano per il vertice della Superbike. Come si è visto a Portimão, Ducati è avanti anni luce rispetto alla concorrenza nonostante una V4 R ancora nella fase embrionale dello sviluppo.
Il saliscendi portoghese presenta un layout decisamente diverso rispetto alla controparte australiana. È la potenza a giocare un ruolo fondamentale, da sempre punto debole di Kawasaki (il cui propulsore è lo stesso della KB998 Rimini). Nel lungo rettilineo del traguardo Alex Lowes e Axel Bassani hanno sofferto ed i risultati non sono stati all'altezza del primo round.
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