Sykes: “Il podio? Non me lo aspettavo”

Il suo feeling con Phillip Island non è mai stato idilliaco ma nella prima manche della stagione 2017, l’ex-iridato è riuscito a centrare un promettente terzo posto

F. P. F. P.

Pubblicato il 25 febbraio 2017, 08:26 (Aggiornato il 25 febbraio 2017, 16:36)

Jonathan Rea e Chaz Davies hanno “rubato la scena” nella prima manche di Phillip Island ma, a conti fatti, a Tom Sykes non è andata affatto male. Il britannico della Kawasaki non si è mai trovato completamente a suo agio sulla pista australiana, dove invece che guidare in modo “spigoloso” serve piuttosto tenere delle traiettorie rotonde e far scorrere molto la moto. 

BUONE SENSAZIONI - Sykes era arrivato a Phillip Island con l’obiettivo di difendersi in vista del rientro in Europa e di piste più favorevoli al suo stile di guida. Non era molto fiducioso neanche sulla conquista di un gradino del podio e invece, almeno al termine di questa prima manche, ha di che sorridere. “Finire sul podio per la mia seconda volta qui è stato importante – spiega Tom - sono molto contento, non mi aspettavo un risultato del genere. Ho avuto buone sensazioni in varie parti della pista m anche qualche avviso dalla moto per la “piega massima”, quindi oggi dovremo lavorare al box sistemando la messa a punto in vista della sfida di domani”

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Da Phillip Island al The Bend: la SBK cambia la tappa australiana dal 2028

Dopo aver disputato l'edizione 2027, lo storico tracciato a Sud di Melbourne lascerà spazio all'impianto nei pressi di Adelaide. Contratto pluriennale per le derivate di serie

Sei piloti, sette round, nessun podio: il punto più basso della Yamaha in SBK

Tre team e nessuna soddisfazione per i titolari della "vecchia" R1: serve una pronta reazione, ma quali sono le soluzioni? Col presente appannato, un competitivo futuro sembra un miraggio