SBK Assen, Danilo Petrucci: "La BMW è davvero buona. Siamo vicini? Ducati è una cosa, Bulega un'altra ancora"

Pubblicato il 17 aprile 2026, 18:16
Danilo Petrucci inizia al meglio il week-end olandese di Assen, concludendo al quarto posto il suo venerdì, a quattro decimi dal leader Niccolò Bulega e alle spalle di Lorenzo Baldassarri e Iker Lecuona, risultando, inoltre, la miglior BMW in pista. Il ternano ha commentato positivamente la giornata: "Purtroppo sono abbastanza vecchio, quindi ho guidato tante moto su questa pista, sicuramente è davvero bello guidare questa moto qui. Come ti dicevo ieri, abbiamo iniziato la stagione senza test ed è stato tutto molto affrettato, quindi abbiamo usato il confronto con l’anno scorso per aiutarmi ad andare più forte. A Portimao non sono riuscito a fare quello che faceva Toprak né quello di cui sono capace io. Così abbiamo fatto una sorta di reset e stamattina mi sono detto di guidare questa moto e basta, senza pensare troppo".
Danilo Petrucci: "La miglior giornata in sella alla BMW"
Nelle parole dell'ex pilota della MotoGP si evince tutta la sua soddisfazione per i miglioramenti compiuti: "Abbiamo sistemato alcune cose sull’elettronica e anche a livello di setup. Stamattina sono caduto perché ero troppo veloce in quella curva, però è stato positivo perché ho capito il limite. Nel pomeriggio abbiamo fatto una sessione piuttosto buona. Sicuramente il consumo della gomma è un fattore, soprattutto in ingresso curva: c’è una grande differenza tra gomma nuova e usata, ma in generale penso che questa sia stata la mia giornata migliore su una BMW. Finalmente mi sto abituando e mi diverto davvero. Sono contento perché quando voglio spingere per fare un buon tempo, ci riesco, e questo è un buon segno".
Petrucci ha poi proseguito: "L’anno scorso sono salito sul podio in gara 1 lottando con Toprak, ma alla fine non avevamo più gomma davanti. Oggi avevo bisogno di una buona prestazione, perché mi tiene “sveglio”, e soprattutto sono contento di essere veloce e di rivedermi davanti, perché nelle gare passate cercavo il mio nome in classifica partendo dal fondo e risalendo; stavolta invece conto dall’alto, ed è decisamente meglio".
Lo step del ternano: "Finalmente ho capito che devo usare le mie capacità per guidare questa moto"
Secondo Petrucci la moto è da podio sebbene il discorso vittoria resti più complesso: "Parlando di Ducati è una cosa, poi c’è Nicolò, che è un’altra. Anche l’anno scorso qui aveva un altro passo, e anche questo pomeriggio è stato molto veloce. Non so se abbia cambiato gomma oppure no, ma era comunque primo. Per quello che ho capito anche dalle altre gare, dato che in passato ero su quella moto, diciamo che Ducati ti permette di usare tanti stili di guida: Nicolò ha il suo, Lowes ha il suo, Lecuona il suo, Baldassarri un altro ancora e funzionano tutti".
L'italiano ha lodato le caratteristiche della moto, palesando, forse per la prima vera volta, un'estrema sicurezza relativamente alla competitività del binomio: "Finalmente ho capito che devo usare le mie capacità per guidarla. Sicuramente c’è una finestra molto stretta per sfruttarla al meglio, ma ora ci siamo e voglio restarci sempre, perché credo che Miguel a Portimao ci abbia fatto vedere che la moto può andare a podio, e anche oggi per me è stata una buona giornata. La moto è davvero molto, molto buona". Infine, un commento sul difficile, tecnico ed entusiasmante il layout olandese e sulla possibilità che venga a piovere: "Guidare qui è fantastico. Nel 2016, sotto la pioggia, ero per la prima volta in testa a una gara in MotoGP. Dopo cinque curve hanno esposto la bandiera rossa, siamo ripartiti, ero di nuovo in testa e poi ho rotto la moto. Quindi non ho grandi ricordi sul bagnato, però in generale, come ho detto, è una pista fantastica".

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