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Mirko Colombi
27 ago 2025
Per affiancare Nicolò Bulega nella SBK 2026, il team Aruba.it Racing-Ducati ha scelto Iker Lecuona Gascón, nato a Valencia il 6 gennaio 2000. Partente Alvaro Bautista, in direzione indipendente Barni, la formazione ufficiale affiderà il ruolo a un altro spagnolo, convincente secondo alcuni pareri, sovraquotato per altri. Facciamo una breve analisi del perché e stato optato della sua carriera.
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Arrivò alla Moto2 iridata non per caso, ma quasi. Iker entrò nel Mondiale dalla porta di servizio, evidenziando una certa velocità e la sicura tendenza all'infortunio: da mezza classifica in giù nelle stagioni 2016 e 2017, una lenta però progressiva risalita nel 2018 e 2019. Due i podi, mica facili da conquistare: Ricardo Tormo e Buriram.
Per Lecuona, sempre equipaggiato KTM, quando la Casa austriaca produceva telai pure per la classe di mezzo. Poi, sempre "per caso", il passaggio alla MotoGP previo inserimento nel team Tech3, che non era direttamente collegato come lo è oggi alla struttura Factory. Quella RC16 andava così così, al pari del pilota.
Potremmo dire - e lo diciamo - che la Honda non sia competitiva quanto la Ducati in SBK - nemmeno in MotoGP - tuttavia, i numeri confortano poco: per Iker qualcosa come 111 presenza e 2 podi da terzo posto, ottenuti in circostanze piuttosto fortuite, se avete visto le relative gare e le singole fattispecie.
Okay, la CBR RR-R Fireblade ha fatto tribolare più nomi, tra cui lo stesso Alvaro Bautista, ma trattasi di moto schierata da un team con la sigla HRC e godente delle Concessioni e relative richieste tecniche. Ci si domanda se Lecuona sia in grado di indirizzare gli ingegneri allo sviluppo della quattro cilindri in linea.
Leggendo sino a poche righe più in alto, si potrebbe interpretare l'articolo quale critica severa e volontà di infierire su Lecuona? No, anzi. Qualora la SBK trovasse veramente un inedito - perché mai lo è stato - protagonista, ben venga. Quella Ducati, proprio l'ufficiale Aruba e nuova Panigale V4 R, la volevano in tanti. Ma veramente tanti.
Sponsor, team e azienda hanno optato per Iker, ventiseienne nel 2026. Giovane: Alvaro Bautista ne avrà 42. Si tratterà dell'occasione di carriera concessa al valenciano, su una moto in cui è chiamato al "tutto o niente": se risulterà veloce e nelle prime posizioni, avremo a che fare con un top rider, altrimenti, della eterna promessa mai mantenuta.
Nella sintesi dei piazzamenti di Lecuona, due soli podi. Per ora, come abbiamo scritto. Chissà, magari nelle restanti tappe di annata arricchirà il suo palmares. Da Magny-Cours a Jerez, peraltro, il futuro compagno di box si giocherà la corona iridata: Nicolò Bulega è ancora in corsa, contro Toprak Razgatlioglu.
Ducati Vs BMW, per il secondo anno consecutivo. Italiano Vs turco, nuovamente. L'esito della contesa sarà importante, dato che il numero 11 rimarrà in SBK: un conto è affrontare il 2026 con la tabella di Campione in Carica, un altro da "sconfitto".
Ciò, secondo noi, determinerà l'equilibrio nel box Rosso. È stato scritto per Pecco Bagnaia: se avesse accolto Marc Marquez da titolato, era una storia. Forse. Avendo perso il confronto con Jorge Martin, ne ha inficiato autostima e sicurezza. Secondo noi. Iker Lecuona disporrà della più grossa opportunità di carriera, cercata da parecchi, invano. Ha una sola possibilità: fare bene, senza infastidire Nicolò. Appunto: i due andranno d'accordo? Si contenderanno le prime posizioni dal primo all'ultimo round? E' quanto sperato dalla squadra, ecco perchè li ha voluti assieme.
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