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Mirko Colombi
26 ago 2025 (Aggiornato alle 12:34)
Questo articolo è scritto con senso di responsabilità e conoscenza delle situazioni. Seguiamo Pecco Bagnaia dagli esordi di carriera, quando già mostrava stoffa e velocità. Negli anni, crescendo, ne abbiamo apprezzato risultati e personalità che, non per caso, hanno conciliato in tre titoli iridati. Classe di mezzo edizione 2018, MotoGP 2022 e 2023. Il Campione, perché tale é, oggi soffre. Seppur neutrali, Preferiremmo vederlo sorridere. Davvero.
MotoGP d'Ungheria, le pagelle del Balaton Park
Provate a redigere un sondaggio, chiedendo agli adetti ai lavori di rispondere a una domanda del genere: "Pensi che, nel 2024, il Mondiale sia stato vinto da Jorge Martin o perso da Pecco Bagnaia?" Ci farete caso: il 90% vi sceglierà la seconda opzione, ovvero: è stato l'italiano a cedere, non lo spagnolo a svettare.
Ciò ha un motivo: il ducatista Lenovo ufficiale, già detentore in carica di due corone consecutive, si è aggiudicato 11 Gran Premi, contro i tre del satellite Prima Pramac. Notare: entrambi erano equipaggiati Desmosedici GP24, dicesi di pari trattamento.
A pendere negativamente sulla testa del torinere, gli "zero".Tre, nemmeno tanti, tuttavia troppi quando la contesa si gioca al limite degli errori. Perché il madrileno, di fatto, si è aggiudicato solo tre gare domenicali, però si è ritirato in due occasioni. Nelle restanti, quasi sempre Medaglia Sprint o podio.
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