Checa scherza: "Voglio fare la wild card in MotoGP a Misano"
Pubblicato il 11 maggio 2011, 20:27
“Voglio fare la wild card in MotoGP a Misano, però fatemi correre con la mia 1198R”. Dopo il mezzo disastro di Monza (9° e 10°) Carlos Checa ha ritrovato il gusto della battuta. Lo spagnolo ha buoni motivi per sorridere: domenica ha comunque salvato il primato Mondiale e nei test di Misano è tornato a volare. Con la gomma soffice ha girato in 1'34”8, un tempo da ottava posizione in griglia nel GP MotoGP dello scorso anno, davanti a Dovizioso e Simoncelli, tanto per intendersi... In configurazione gara ha ottenuto un altrettanto eccellente 1'35”5, un secondo esatto sotto il primato 2010 di Cal Crutchlow e un decimo meglio rispetto al crono realizzato da Max Biaggi il giorno prima. Oggi l'Aprilia non è stata altrettanto veloce, ma c'è una spiegazione. “Qui abbiamo un'ottima base e visto che il primo giorno siamo andati così bene oggi Max e i suoi ingegneri hanno deciso di andare in cerca di strade alternative” ha commentato il ds Francesco Guidotti in vece di Max che, cordialmente, continua a rifiutare qualunque commento sulla discussa (e discutibile) penalizzazione costatagli il trionfo nel GP d'Italia.
Al rientro in sede la Ducati Althea verificherà il 2V che ha ceduto all'ultimo giro di gara due rallentando Checa arretrato dal sesto al decimo finale. “C'è stato un problema al cilindro orizzontale, sospettiamo al pistone ma non l'abbiamo ancora aperto, quindi per il momento è un'ipotesi” ha rivelato il responsabile tecnico Moreno Coppola. “E' stata una fortuna che non si sia rotto del tutto e ci abbia comunque portato al traguardo.”
Resta nel limbo la Bmw con Troy Corser (grazie alla gomma soffice...) davanti a Leon Haslam ma entrambi nettamente più lenti di Ducati e Aprilia. Due giornate senza lampi pure per Noriyuki Haga, lento quasi quanto il tester Aprilia Alex Hofmann. Si sa che il giapponese non ama i test, figuriamoci poche ore dopo la gara di Monza... Adesso tocca alla Yamaha impegnata da domani con Melandri e Laverty ad Aragon.
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