Il precoce ritiro dell'altro Alex Debon | Quella (S)Volta Che
Finito suo malgrado al centro di una spinosa vicenda, il figlio dell’ex vincitore di GP è stato costretto allo stop
Giovanni Cortinovis
Pubblicato il 2 aprile 2025, 09:41 (Aggiornato il 2 aprile 2025, 12:37)
Alex Debon ha annunciato il ritiro. No, non il suo ma quello del figlio omonimo. Con un post su Facebook, il 30 aprile scorso il quarantottenne di Castellón ha infatti comunicato l’interruzione dell’attività motoristica dell’erede. Queste le sue parole: “Abbiamo smesso di correre, siamo usciti dalla scuola di Pakosta e abbiamo interrotto tutti gli allenamenti e l’attività sportiva di mio figlio Alex”.
Moto2: Joe Roberts può riscrivere la storia | Quella (S)Volta Che
Lo stop di Alex Debon
La Pakosta 37 Riders è diretta da Paco Marmol, preparatore del due volte iridato Pedro Acosta. Tre i circuiti impiegati per gli allenamenti: Cartagena, Fortuna e Yepes. Il costo mensile è di 150 Euro e prevede sia un allenamento su asfalto, tramite l’impiego di pit bike e moto Yamaha (R3, R6 e R1), che nel Dirt Track, con l’utilizzo della Honda FTR 223. In questa scuola si sono formati, oltre al portacolori GASGAS-Tech 3, anche Fermin Aldeguer, Daniel Holgado, Angel Piqueras, Alex Escrig e Alvaro Carpe. Debon padre, invece, appese il casco al chiodo nel 2010, anno dell’introduzione della Moto2: il suo adattamento alla nuova classe fu incredibile, con il secondo posto nel debutto della categoria, in Qatar, dietro al povero Shoya Tomizawa, ma fu il suo unico podio stagionale.
Dal 1998 al 2009 invece Debon corse in 250, conquistando due successi nel 2008, a Le Mans e Brno, accompagnato entrambe le volte sul podio da Marco Simoncelli, campione del Mondo quell’anno: ogni successo gli valse 18mila Euro, versati dallo sponsor, l’Aeroporto di Castelló che “scucì” pure 12mila Euro per il secondo posto al Mugello e 6000 per il terzo in Giappone.
A rendere ancora più magica quell’annata fu il matrimonio con Anais, dalla cui unione è nato nel settembre 2011 Alex junior. Nel febbraio 2015, però, i due arrivarono alla separazione. A fine 2017 Debon tornò nel Mondiale, nelle vesti di coach di Jorge Lorenzo che aveva già aiutato nel 2006 e 2007 quando il maiorchino conquistò due titoli iridati della 250: in quel biennio Debon disputò solamente nove GP poiché impegnato come tester Aprilia. Fu però una collaborazione “mordi e fuggi” perché già prima dell’Argentina 2018 Lorenzo gli diede il benservito. Nel frattempo, Alex Debon Estornell iniziava a muovere i primi passi in sella, servendosi del numero 96. Nel 2021 disputò il campionato andaluso Campillos. Netti i miglioramenti l’anno seguente, con il quarto posto finale nella Coppa di Spagna di MiniVelocidad nella MiniGP 110 quattro tempi.
L’approdo in Moto4 l’anno scorso non ha prodotto i frutti sperati perché Debon ha concluso 18° il campionato nazionale. Come se non bastasse all’ultimo round a novembre, al Montmeló, Alex è caduto nelle libere e si è fratturato il malleolo sinistro.
Il medico l’ha giudicato unfit, impedendogli di partecipare alle gare. In sella è tornato a fine dicembre e con l’anno nuovo ha cambiato team, firmando con Bultaco–Blumaq. Il debutto stagionale, in aprile a Jerez, è stato buono: quarto in Gara 1 e terzo in Gara 2. “Incredibile inizio di stagione e pensare che un mese fa non avevamo né moto né squadra. Il team e tutti noi abbiamo lavorato duramente per dargli molto affetto e supporto in questi giorni” il commento del papà sui social. Nemmeno un mese dopo il colpo di scena: “Ieri abbiamo ricevuto un decreto giudiziario in cui la madre rifiuta di firmare il consenso affinché il figlio faccia ciò che ama e di cui è appassionato, la pratica del motociclismo. Mio figlio Alex e io siamo molto dispiaciuti per l’impotenza che viviamo in questo momento”.
Da allora Debon senior è sparito dai radar.
La nuova vita di Ben Spies | Quella (S)Volta Che
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading

