CIV SBK, tensione Delbianco-Pirro: “Con questo regolamento non me lo sarei mai aspettato”

Il ducatista ha attaccato la R1: “Non avrei mai creduto che Ducati sarebbe andata più piano di Yamaha”. Delbianco risponde: “Io non avrei mai creduto di vincere”

Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 25 aprile 2026, 20:27

Nemmeno il tempo di concludere la prima giornata della stagione 2026 che scatta la polemica al Dunlop CIV SBK. Nonostante il nuovo regolamento tecnico, che vedrebbe la Ducati V4 favorita perlomeno sulla carta, la prima gara dell'anno è stata vinta da Alessandro Delbianco. Questo ha fatto sollevare più di un dubbio a Michele Pirro, 3° classificato in Gara 1.

Animi contrapposti per Delbianco e Pirro

Una volta raggiunta la sala stampa, si poteva vedere fin da subito gli umori ben diversi dei piloti che hanno animato il CIV nelle passate stagioni. “Se mi avessero detto a EICMA, quando è uscito il regolamento, che avrei iniziato la stagione con pole e vittoria non ci avrei mai creduto” sono le parole di Alessandro Delbianco al termine di Gara 1. 

Stupito, ma al contrario, è Michele Pirro: “Mi avessero detto all'uscita del regolamento che Ducati sarebbe andata più piano di Yamaha, non ci avrei creduto - spiega il dieci volte campione italiano -. Ducati ha vinto tutte le comparative sul prodotto di serie: è una cosa inspiegabile”. Il pilota del team Garage51 by DTO ci ha poi tenuto a precisare: “Non è certo in dubbio la qualità dei piloti, ma vedere Yamaha che va come Ducati o Honda sul dritto...”. Un'analisi nata dall'andamento della scorsa stagione, dove “non ho mai visto Yamaha o Honda sul podio. Pensavamo di essere più avanti, dobbiamo capire come fanno ad andare come noi se non più forte”.

Delbianco spiega: “Arriveranno piste nemiche”

Alessandro Delbianco è partito da una precisazione, spiegando come “Randy Krummenacher ha corso al Mugello arrivando sul podio, ma sul rettilineo è stato sverniciato: aveva il ritmo per vincere”. 

Se la R1 preparata dal team DMR Racing si è comportata particolarmente bene al Misano World Circuit, è perché la moto è adatta al layout. “Misano è una pista che mi riesce particolarmente bene, così come alla R1. Nei primi due settori siamo veramente forti, ma poi ci saranno altre piste nemiche”. Nonostante ciò, i momenti di difficoltà arriveranno. “Faremo più fatica in futuro, quindi cerchiamo di sfruttare queste occasioni. Il mio team lavora al massimo e questo specifica che la differenza non sta solo nel pacchetto moto-pilota, ma anche in fattori esterni. Yamaha si impegna tantissimo, così come DMR Racing. Io ho fatto tanti chilometri questo inverno e sono arrivato molto preparato alla prima gara”.

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