Dakar 2011 al via. Favoriti Despres e Coma
Pubblicato il 31 dicembre 2010, 10:29
SI PUÒ amarla o disprezzarla, pensare che lontana dall’Africa non sia più la stessa cosa, ma di certo non lascia indifferenti. La Dakar è pronta a entrare in scena con la sua trentatreesima edizione, che scatterà il primo giorno di gennaio dall’Obelisco di Avenida 9 de Julio, la strada più larga al mondo, pronta per essere invasa da una folla pazzesca di 500.000 persone.
Il pubblico argentino è incredibile, dopo il “futbol” i motori sono lo sport nazionale e la Dakar lì, a casa loro, sembra un sogno paracadutato da chissà dove. Invece è la realtà di una gara “nomade”, costretta a lasciare l’Africa per i problemi di sicurezza, ma che ha saputo reinventarsi sul territorio sudamericano, portando l’avventura, per il terzo anno consecutivo su piste nuove, su dune diverse, in territori ben più popolati di quelli africani, ma senza per questo perdere la connotazione di sfida estrema, un challenge dove tanti partecipano, la metà o poco più riesce a salire sul podio d’arrivo.
DOPO un primo anno difficile, un secondo quasi perfetto, il terzo appuntamento consecutivo in Sudamerica come prima cosa ha registrato il tutto esaurito. Già a inizio settembre ASO ha annunciato la chiusura delle iscrizioni moto ed anche gli scettici si sono dovuti ricredere quando sono state rese note le liste dei partecipanti. Moto più, moto meno, a Buenos Aires il 1° gennaio si presenteranno al via in 214 piloti, divisi tra 181 moto e 33 quad. Merito soprattutto di un consistente aumento dei piloti sudamericani, argentini e cileni in particolare. Ma parallelamente al crescente numero dei piloti, si sta assistendo anche all’incremento delle Case impegnate alla Dakar in forma più o meno ufficiale: alla ASO si fregano le mani, la decisione di limitare progressivamente la cilindrata a 450 cm3 sta dando i frutti sperati. Alla Dakar 2011 tutti i piloti inseriti nella lista Elite ASO sono obbligati a correre con le “piccole”; dal 2012 l’obbligo sarà per tutti.
Le Case, dicevamo, stanno tornando in massa, in forma più o meno ufficiale e la prossima avventura sudamericana ci fa tornare indietro ai tempi d’oro, quando i costruttori consideravano la Dakar alla stregua di un Motomondiale. KTM parte ovviamente in pole position. Ha i piloti più forti al mondo: Cyril Despres e Marc Coma hanno vinto le ultime cinque edizioni, e la marca austriaca domina ininterrottamente la Dakar dal 2001.
La nuova 450, costruita sulla falsariga della 690, promette bene, ma solo in Sudamerica si vedrà effettivamente il suo potenziale e la sua affidabilità. Le quindici moto costruite appositamente in fretta e furia sono state vendute ad altrettanti piloti, tra i quali spiccano il norvegese Ullevalseter, secondo lo scorso anno, i polacchi Przygonki, Czachor e Dabrowsky. Ovviamente hanno questa moto anche i “porta-acqua” di Despres e Coma, Ruben Faria e Juan Pedrero. Per ora il conto tra Despres e Coma vede in vantaggio il francese per 3-2. In Sudamerica hanno vinto una volta a testa… E dopo le scintille dello scorso anno tra i due, chissà cosa ci aspetta per la nuova edizione.
Nella prima fila del gran premio virtuale del deserto si allinea però anche Aprilia. La Casa di Noale schiererà al via ben tredici moto, con cinque piloti ufficiali e otto clienti. Chaleco Lopez ha naturalmente i riflettori puntati addosso, dopo il terzo posto ottenuto alla Dakar 2010 con una debuttante Aprilia. Il cileno è cresciuto molto in questi anni, corre praticamente in casa e cavalca una Tuareg 4.5 che ha già dato prova di grande affidabilità, condizione necessaria alla Dakar. È chiaro che il ruolo di terzo incomodo sia suo di diritto. Assieme a lui il suo fido scudiero Gerard Farres, l’astro nascente spagnolo Joan Barreda, il franco-congolese Alain Duclos e il nostro Alex Zanotti, l’unico ufficiale che corre con la versione “light” della bicilindrica Aprilia.
IL PERCORSO
PER BMW, invece, la Dakar si prospetta già in salita. David Fretigne, ingaggiato dal team Speedbrain come uomo di punta, si è seriamente infortunato al Rally del Marocco e scioglierà la riserva sulla sua partecipazione solo il 23 dicembre. L’olandese Frans Verhoeven e i portoghesi Bianchi Prata e Goncalves completano la formazione semiufficiale della casa bavarese. Anche Yamaha non ha intenzione di scherzare. Pur se non impegnata in forma ufficiale, di fatto la Casa giapponese è da sempre presente in modo massiccio e alla prossima Dakar una sorta di join venture tra vari importatori europei permetterà di schierare piloti del calibro di Jordi Viladoms, Helder Rodrigues e Olivier Pain. Honda è presente soprattutto grazie al team olandese “Honda Europe”, costruttore del kit per la CRF450X, mentre Beta farà la sua apparizione con i mezzi allestiti nella “Boano Factory” che schiererà Ivan Boano nella sua nuova vocazione rallystica (ha partecipato agli ultimi due Pharaons Rally), oltre a Giulio Napoli. Non bisogna dimenticare naturalmente Sherco: la piccola casa franco/spagnola sogna la gloria grazie all’iniziativa di David Casteu, che con il suo team ha praticamente costruito la 450 da rally dimostrandone già lo scorso anno l’ottimo potenziale. Nella sua avventura sarà accompagnato dal franco uruguaiano Laurent Lazard.
ULTIMA ad apparire sulla scena è la casa spagnola Rieju. Dopo aver portato a termine il Faraoni con la moto spagnola, il nostro Andrea Fesani si è dato da fare ed è riuscito in extremis a iscriversi alla Dakar. Si è però infortunato al ginocchio in allenamento e suo malgrado ha dovuto cedere il manubrio a Filippo Ciotti, valido pilota di Motorally che si è trovato l’occasione della vita servita su un piatto d’argento. Gli italiani iscritti alla Dakar 2011 sono in totale diciassette, cinque in più dell’ultima edizione. A quelli già citati si aggiungono la coppia Silvia Giannetti/Fabrizio Mugnaioli, entrambi al traguardo 2010.
Silvia “la maremmana” sta lavorando per due, dato che Fabrizio sta cercando di recuperare forze e allenamento per la frattura scomposta a tibia e perone procurata un paio di mesi fa per una caduta da cavallo! Franco Picco, galvanizzato dalla vittoria di classe alla scorsa Dakar, non poteva non ripresentarsi al via, ma questa volta farà da “manager in gara” a Carlo Zuffetti, Guido Cusumano e Gianni Stefani. Daniele Carmignani e Claudio Perderzoli hanno organizzato assieme la loro trasferta sudamericana, mentre Francesco Beltrami sarà uno degli otto privati con il Team Aprilia Giofil. L’italo belga Ennio Cucurachi e Antonio Cabini sono ormai due veterani della Dakar, mentre tra i quad saremo rappresentati da Norberto Cangani e dall’immancabile Camelia Liparoti.
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