Esclusiva a Vietti: “Il podio un bel segnale, ma in Europa inizierà il “vero” Mondiale”
Pubblicato il 17 aprile 2026, 11:52
Tre top 10, un secondo posto ad Austin e una vetta del Mondiale che dista soltanto 7,5 punti. L’inizio del 2026 di Celestino Vietti Ramus è stato da top rider della Moto2 ed escludendo il fenomenale avvio del 2022 (due primi e un secondo posto) il piemontese non aveva mai approcciato così bene una stagione iridata. In Texas, Vietti ha cullato anche il sogno della vittoria, arrivando a condurre la gara, per poi doversi piegare a un determinato Senna Agius. Ma l’impressione è che il sodalizio con Luca Boscoscuro sia arrivato al momento di raccogliere quanto seminato nel 2025: d’altronde Vietti è ormai un veterano della classe, essendo alla sesta stagione in Moto2, mentre Boscoscuro vuole tornare sul tetto della categoria di mezzo, vinta con Ai Ogura nel 2024.
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Una domenica imprevedibile, chiusa con un buon risultato
Com’è stato il secondo posto nel GP Americhe?
“In generale è stato un gran weekend, su un circuito che non è mai stato tra i più congeniali per me (il miglior risultato era stato un nono posto, nde). Mi è sempre piaciuto molto, ma ho sempre fatto un po’ fatica. Siamo partiti subito forte nelle prove, abbiamo lavorato su alcuni dettagli perché la base funzionava: è stato bello lavorare con questa serenità. La domenica è stata veramente pazza sotto tutti gli aspetti: l’incidente iniziale (con Alberto Ferrandez a travolgere Angel Piqueras, nde) è stato spaventoso, poi siamo ripartiti per una gara di 10 giri. Purtroppo non mi ero tenuto di scorta la gomma anteriore, quindi non l’abbiamo cambiata a differenza della posteriore. Nonostante questo mi sono trovato bene. A parte due-tre spaventi di troppo che mi sarei potuto risparmiare all’inizio, tutto è andato liscio”.
Quanto ha influito la riduzione di sei giri sulla tua gara?
“Per come ero messo, senza la gomma nuova anteriore, mi ha sicuramente dato una mano. Non ho accusato troppo la durata della corsa, ma il problema è che con queste gomme quando ti fermi e riparti crei uno sbalzo termico: una volta che si sono raffreddate e le scaldi nuovamente, tendono ad avere un degrado peggiore. Sulla lunga distanza saremmo stati comunque a posto, alla prima partenza ho anche avuto uno scatto buono, facendo meno errori. Ed ero un po’ più avanti”.
Cosa ti è mancato per vincere?
“Alla fine Agius aveva qualcosa in più. È stato più bravo, si è gestito un po’ meglio con le gomme ed era un pelo più veloce. Soprattutto nei curvoni e nell’ultimo settore, poi io ero forte in frenata ma forse questa volta è andata bene così e non ho commesso errori. Sono punti importanti in ottica iridata”.

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