Moto2: Tony dove sei? Nuovo team, ma stessi problemi

Il pilota di Garbagnate stecca la prima a Buriram e continua un pericoloso trend iniziato nella seconda parte della stagione 2024

Francesco AllevatoFrancesco Allevato

Pubblicato il 6 marzo 2025, 11:48

Il tredicesimo posto conquistato a Buriram nel primo GP dell'anno, rappresenta per Tony Arbolino la negativa continuità che lo sta caratterizzando già dal 2024, stagione nel quale non è riuscito a confermare i buoni risultati dell'annata precedente ed in cui ha disatteso lo status di contendente principale al titolo. In vista del 2025, il pilota di Garbagnate ha cambiato contesto e team, approdando al team Pramac Yamaha Racing, una struttura di alto livello in grado di dargli tutto il supporto necessario per esprimere il suo indubbio talento. A Vietti ed Arbolino sono destinate le sorti dell'Italia motociclistica della middle classe ma se il buongiorno si vede dal mattino, c'è ancora molto da migliorare.

La vittoria in Argentina nel 2023

Le basi per una crescita repentina ed efficace ci sono; sulla pista sudamericana Arbolino ha già vinto, nel 2023, l'annata migliore della sua carriera in Moto2, battendo Alonso Lopez e Jake Dixon. Il circuito si sposa bene con le caratteristiche del pilota Pramac, che dev'essere bravo nel ritrovarsi subito così da non cedere al rischio di perdersi per strada sin dall'inizio, come invece lentamente accaduto nel 2024, quando una serie di risultati sottotono nelle prime uscite inficiarono sulla restante parte di stagione. A Buriram e nei test invernali non sono mancati alcuni guizzi idonei a poter sperare in una ripresa completa dell'italiana, da molti addetti ai lavori indicato come uno tra i piloti più veloci della categoria.

Il focus sui primi turni di prove

Arbolino dovrà quindi capitalizzare al massimo l’esperienza accumulata e sfruttare il feeling positivo con il tracciato argentino per invertire la tendenza dell’ultimo anno. La capacità di adattamento sarà fondamentale, soprattutto nelle prime sessioni del weekend, (punto debole della storia recente del pilota di Garbagnate) dove trovare rapidamente il ritmo giusto potrebbe fare la differenza tra una gara d’attacco e un’altra in salita. Il talento e la velocità non sono mai stati in discussione, dunque l’Argentina rappresenta dunque un crocevia importante per dimostrare che il percorso di crescita è tornato sui binari giusti.

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