Moto2: lo strano percorso di Roberts verso la leadership del mondiale

Joè è diventato leader di campionato riportando gli USA al top per la prima volta dal 2006, ma prima di arrivarci ha avuto una carriera equiparabile ad un giro sulle montagne russe

Moto2: lo strano percorso di Roberts verso la leadership del mondiale
© Luca Gorini

Alessandro Di MoroAlessandro Di Moro

Pubblicato il 30 aprile 2024, 13:39

Uno degli eroi del fine settimana di Jerez de la Frontera, teatro del quarto appuntamento stagionale, è stato chiaramente Joe Roberts. Con il podio conquistato nella gara della Moto2 (al termine di una bella rimonta dall'undicesima casella in griglia) ha infatti scritto un pezzo di storia del motociclismo americano, diventando il primo leader di campionato in una classe del Motomondiale dai tempi del compianto Nicky Hayden, che ci riuscì nel 2006, anno del titolo in MotoGP.

Il ritorno nel team American Racing sembra aver dato una gran carica al centauro di Malibù, che potrebbe arrivare in MotoGP già l'anno prossimo grazie al team Trackhouse andando a formare un binomio a stelle e strisce nella classe regina. Tuttavia, prima di arrivare al livello in cui lo stiamo vedendo in questa stagione, Joe ha vissuto una carriera decisamente particolare: andiamola a ripercorrere.

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Dalla Rookies Cup al CEV, passando per i record nel MotoAmerica


L'avventura ad alto livello del classe '97 è iniziata nel triennio 2011-2013, in cui ha gareggiato in Red Bull Rookies Cup dopo aver superato le selezioni dell'anno precedente, vincendo nella stagione di debutto sul circuito di Brno e vivendo in prima persona anche il passaggio dalle 125 alle Moto3 nel monomarca KTM tra il secondo ed il terzo anno. Proprio in quegli anni ha anche corso nell'AMA (diventato poi MotoAmerica), diventando il pilota più giovane di sempre a vincere nella classe 600 grazie al trionfo ottenuto a 15 anni al Barber Motorsport Park per poi ripetersi anche a Laguna Seca e a Salt Lake City.

Dopo essersi messo in mostra sia nel contesto internazionale che in quello americano, complice anche il fisico ormai poco adatto alle piccole cilindrate, quando è tornato in Europa ha poi preso parte all'Europeo Moto2 dell'allora CEV (ora FIM JuniorGP) con la Kalex del team AGR, andando a formare un team tutto a stelle e strisce con Jayson Uribe. I buoni piazzamenti ottenuti, tra cui tre podi e la Top 10 nel mondiale nella sua amata Brno come sostituto di Yonny Hernandez, gli hanno aperto le porte della serie iridata per l'anno successivo.

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L'avventura in Moto2 e il passaggio in MotoGP rifiutato


L'esperienza nel mondiale Moto2 è iniziata nel 2018 con una poco competitiva NTS, per poi passare l'anno successivo al team American Racing, con il quale sono arrivate le prime vere soddisfazioni. Con la squadra capitanata da Eitan Bitbul e John Hopkins ha infatti ottenuto il primo podio nel 2020 (sempre a Brno), per poi arrivare ad una decisione bizzarra a fine stagione: rifiutare la sella di Aprilia in MotoGP per puntare al titolo Moto2 con il team Italtrans.

Con la squadra che nel 2020 aveva vinto il mondiale con Enea Bastianini, Roberts ha gareggiato dal 2021 al 2023 centrando il primo successo in carriera, risultando però meno competitivo del previsto nel corso dell'intero campionato. Il ritorno in American Racing quest'anno sembra avergli ridato fiducia, come dimostrano i tre secondi posti consecutivi ottenuti: basteranno per fargli ricevere una nuova proposta per approdare in MotoGP, questa volta praticamente impossibile da rifiutare?

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