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MotoGP, Ducati a Misano pensa già al 2027

Con il cambio regolamentare che limiterà l’utilizzo delle appendici aerodinamiche, a Borgo Panigale giocano d’anticipo portando in pista un nuovo pacchetto di ali e carene
MotoGP, Ducati a Misano pensa già al 2027

Mathias CantariniMathias Cantarini

Pubblicato il 16 settembre 2025, 14:08

Grazie al dominio di Marc Marquez in questa stagione che tra poco più di dieci giorni potrà conquistare il suo nono titolo iridato, in Ducati si guarda già al futuro tanto che nei test di Misano è stato svelato il primo approccio “alla bolognese” delle norme 2027.

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MotoGP 2027: ritornano le ali?

Tra poco più di un anno, la MotoGP entrerà nella sua quarta era, scegliendo - come avvenne nel 2007 – di “tagliare” le prestazioni riducendo la cilindrata dagli attuali 1000 cc a 850 cc. Un cambio importante che verrà accompagnato dall’introduzione di carburanti al 100% sostenibili (si scenderà da 22 a 20 litri per i GP e 11 per le Sprint), l’abolizione totale degli abbassatori, il cambio di fornitore unico degli pneumatici che passerà da Michelin a Pirelli e un taglio netto – almeno in teoria – alle appendici aerodinamiche. Il futuro regolamento tecnico imporrà cupolini di 50 mm più stretti oltre che più “corti” con un arretramento del punto più avanzato anche in questo caso di 50 mm. La nuova aerodinamica dovrebbe, nelle idee di Dorna e FIM, tornare a facilitare i sorpassi rendendo le moto più stabili quando si è in scia, sia sul rettilineo che in curva, dove oggi l’aerodinamica gioca un ruolo cruciale nelle prestazioni delle moto.

Come accade ormai da una decina d’anni a questa parte, ovvero da quando Luigi Dall’Igna è a capo di Ducati Corse, i primi a portare in pista una nuova soluzione sono stati gli uomini di Borgo Panigale. Sulla Desmosedici GP di Michele Pirro, nella giornata di test post GP a Misano è infatti comparso un cupolino completamente inedito, almeno per questa generazione, della Desmosedici GP. La necessità di ridurre di 25 mm per lato la larghezza del cupolino, unito all’impossibilità di sfruttare le maggiori superfici aerodinamiche “rubando” centimetri sull’anteriore, ha portato i tecnici bolognesi ad abbandonare l’attuale doppia ala chiusa, una soluzione che è sembrata essere la migliore tanto da venire copiata anche da Honda e KTM. Sul cupolino della Desmosedici GP25 di Michele Pirro ecco dunque due ali più piccole e strette. Una soluzione che riprende quella già vista sul prototipo della Panigale V4 R 2026 e che ricorda soprattutto le prime “ali” introdotte proprio da Ducati nel 2016 in Qatar sulla GP16 di Andrea Dovizioso.

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