Suppo: "Márquez ha vinto gare con un braccio storto, non cerca mai scuse. Acosta? Mi ricorda Stoner" | Esclusiva
Pubblicato il 12 maggio 2026, 16:53 (Aggiornato il 12 maggio 2026, 17:23)
Le classi minori: “Si arriverà ad un monomarca”
Qual è la tua visione sul Team Italtrans?
“Ho cominciato tre anni fa e credo abbiamo fatto un ottimo lavoro, a prescindere dal titolo vinto con Diogo Moreira lo scorso anno. Insieme a Roberto Brivio abbiamo cercato di portare un metodo di lavoro che arriva dalla MotoGP, vista la nostra esperienza. La Moto2 è una classe molto competitiva perché le moto sono pressoché uguali: la differenza la fa sempre il pilota. È un'esperienza molto bella: era dagli anni Novanta che non lavoravo più nelle classi intermedie: è un altro mondo rispetto a quanto ero abituato, ma è comunque un'esperienza stimolante”.
Cos'è cambiato rispetto alle prime esperienze?
“Bisogna tornare agli anni di Max Biaggi in 250cc per avere una classe intermedia che fosse più importante della classe regina. In 500cc vinceva Mick Doohan, che non interessava molto in Italia: in 250cc, invece, abbiamo avuto i vari Biaggi, Cadalora così come in 125cc. Quello che è cambiato molto rispetto a quando ho iniziato è l'interesse che c'era da parte di sponsor e Case rispetto alle classi minori. Anno dopo anno c'è stato un cambiamento: con l'avvento del motore a quattro tempi è diventato impensabile per le Case continuare lo sviluppo in un'altra classe. Infatti, ora in Moto2 e a breve anche in Moto3 ci sarà il monopolio del motore, ma secondo me in futuro si arriverà ad avere un campionato dove tutti i piloti disporranno della stessa moto. I costi attuali di Moto3 e Moto2 sono molto elevati e questo è il modo migliore per abbatterli. Queste classi sono fatte per vedere chi è il miglior pilota, non qual è la Casa migliore”.
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