MotoGP, Domenicali: “C’è sempre un momento in cui ci si ferma” | Esclusiva

Pubblicato il 28 aprile 2026, 12:40
Mentre la MotoGP era impegnata a Jerez, con la Ducati protagonista nella Sprint grazie a Marc Marquez, Pecco Bagnaia e Franco Morbidelli, e nel GP Spagna grazie al successo di Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio terzo, l’AD Ducati Claudio Domenicali si trovava a Misano per assistere al primo weekend della V2 Future Champ Ducati Academy. Il nuovo progetto della Casa di Borgo Panigale nato per «Dare il nostro contributo a generare una nuova generazione di giovani piloti italiani». Dopo aver rivoluzionato la MotoGP con l’introduzione delle appendici aerodinamiche e degli abbassatori, ora Ducati punta a costruire un nuovo progetto per creare in casa i propri futuri piloti.
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Come nasce l’idea della Ducati Academy e in cosa si differenzia rispetto a un semplice trofeo?
«L’idea dell'Academy non è nuova, esiste già in Formula 1. In quel mondo il concetto è molto forte, pensiamo a Andrea Kimi Antonelli. Ci piacerebbe creare un progetto che prepari i piloti: come ci si allena, preparazione fisica e mentale, l'alimentazione, il saper gestire sia momenti più difficili che i momenti più felici».
State affrontando un periodo difficile in MotoGP: si aspettava un inizio di stagione così complicato?
«Credo che già nella seconda metà dell’anno scorso si fosse visto come diverse Case fossero cresciute molto. Abbiamo vinto sei titoli costruttori e quattro titoli piloti, salendo consecutivamente sul podio per 88 gare. Sono cose che non erano mai successe in tutta l’era della MotoGP, c’è sempre un momento in cui ci si ferma. Ovviamente vorremmo non finisse mai, ma fa parte della natura delle corse».
Quanto ha inciso in questo l’infortunio di Marquez?
«Credo siano state un insieme di fattori, tra i quali anche questo. L’infortunio di Marc è stato probabilmente più grave di quello che si è visto. Questo ha causato tempi di riabilitazione più lunghi. Abbiamo del lavoro da fare, però è la parte bella dello sport: i più bravi vinceranno come sempre, e a noi piace far parte di quelli che possono competere e ambire ad essere i migliori. Dobbiamo tenere la testa bassa e lavorare».
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