Martin, futuro in Yamaha: e se Jorge vincesse il titolo MotoGP con l'Aprilia?

Pubblicato il 26 marzo 2026, 11:42
Nello straordinario principio 2026 e nella magica domenica di Goiania firmata Aprilia, Jorge Martin è tornato a fare lo Jorge Martin. Le già belle prestazioni offerte dal madrileno in Thailandia sono state seguite da un weekend (quasi) capolavoro: Medaglia di Bronzo Sprint, piazza d'onore nel Gran Premio MotoGP del Brasile. L'Aprilia ha finalmene in casa un pilota dato per "finito" lo scorso anno. Peccato che tra poco lo perderà... Cosa succederebbe se le parti conquistassero assieme il titolo della classe regina?
Goiania liberatoria per Martinator
Già in Thailandia, Jorge ha viaggiato convinto. Malgrado si trovasse ancora in una fase di adattamento sulla RS-GP, Martin è arrivato quinto e quarto, risultati ottenuti in condizioni di caldo a provare ulteriormente uno status fisico da verificare. In Brasile ha tolto i dubbi: terzo ha significato premiazione, a mancargli dall'autunno 2024.
Domenica anche meglio, infatti. L'imprendibile Marco Bezzecchi aveva alle proprie spalle un Martinator veloce, preciso nella guida, efficace. E pensare che, in fondo, la conoscenza maturata in sella all'Aprilia è ridotta, se paragonata alle esperienze dei rivali. Rookie a parte.
Martin, addio ad Aprlia e diretto in Yamaha
In questa breve considerazione, si evince come il numero 1 porti poco bene in MotoGP. Bah, direte. Sarà un caso. Può darsi, tuttavia Martin sta andando forte e rimane in piedi col suo 89. Sarà scaramanzia, sottolineerete. Può essere.
Di fatto, abbiamo la sensazione che Jorge potrebbe tornare presto al gradino più alto, che sia Oro Sprint o prima posizione da Gran Premio. Magari ad Austin, pista favorevole alla RS-GP. L'Aprilia vive il miglior momento di sempre nella classe regina, lui è rinato.
La notizia che andrà in Yamaha gira da mesi, malgrado le parti debbano confermare. La Mora di Noale, in pratica, sa di perdere un Campione del Mondo, voluto per provare a vincere il titolo. Liti, frasi, paventazioni da divorzio, smentite, promesse di continuare. Perversione improvvisa: se conquistassero l'alloro 2026, JM89 e Aprilia si saluteranno? Al pilota è già successo, al Costruttore no, perlomeno in MotoGP.
Nel 2024 il protagonista dell'articolo si aggiudicò l'iride, sapendo che avrebbe salutato il team Pramac e, di conseguenza, la Ducati. La struttura di Paolo Campionoti è passata da Desmosedici a M1, lui alla Mora di Noale. Il deja vu è ripetbile? Anche se è presto dirlo, fattibile. Fantastichiamo: JM89 vince il mondiale 2026, poi va in blu. Dopotutto, in Veneto piangerebbero con un solo occhio, perché sarebbe la prima volta nella massima serie.
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