Dai marziani americani a Moreira: ecco come la MotoGP torna in Brasile
Gianmaria Rosati
Pubblicato il 17 marzo 2026, 17:47 (Aggiornato il 19 mar 2026 alle 13:40)
Bem - vindos de volta ao Brasil. Ventidue anni dopo, la MotoGP torna a correre a ritmo di samba e la curiosità più grande è relativa a chi succederà nell’albo d’oro delle gare brasiliane a Makoto Tamada, vincitore nel 2004 dell’ultimo GP, tenutosi in quella occasione a Rio, in quel circuito di Jacarepagua che oggi non esiste più, avendo lasciato spazio a parte delle infrastrutture costruite per le Olimpiadi del 2016.
Un pezzo di storia del Motomondiale, il circuito carioca l’ha scritto, poiché ospitò nel 2001 l’ultima gara dell’era delle 500 due tempi vinta da Valentino Rossi, che due anni prima proprio a Rio aveva vinto il secondo titolo (nella 250) della carriera. Per ritrovare l’ultimo vincitore di una gara della classe regina disputata a Goiania occorre salire sulla macchina del tempo e tornare fino al 1989, quando il tracciato – oggi dedicato al leggendario Ayrton Senna – ospitò il 15° e ultimo appuntamento della stagione.
Lawson, Schwantz e non solo
E assegnò il titolo a Eddie Lawson, a cui bastò la seconda posizione alle spalle di Kevin Schwantz per ottenere il quarto e ultimo titolo iridato, l’unico conquistato con la Honda. Wayne Rainey, terzo nel GP e vice campione, completò un podio interamente statunitense. In quella domenica brasiliana vi fu però da festeggiare anche per l’Italia, dato che in 250 – l’unica altra categoria in azione – la vittoria andò a Luca Cadalora con la Yamaha del Team Agostini, con Loris Reggiani terzo.
Nella stagione precedente era stato Lawson – iridato anche in quell’annata ma con la Yamaha – a conquistare il successo in terra brasiliana, grazie a una fuga solitaria che relegò a oltre tredici secondi il campione uscente Wayne Gardner, con Schwantz in terza piazza. Il tutto in una corsa resa celebre – anche – dai numeri da funambolo di Randy Mamola, che proprio a causa di una di queste acrobazie finì a terra, disarcionato dalla sua Cagiva. Goiania era entrata nel calendario l’anno prima, nel 1987, quando ospitò la prima edizione di un Gran Premio titolato in Brasile.
In questo primo ballo la vittoria andò per distacco a Gardner, che proprio con quel successo divenne campione del Mondo, con Lawson (Yamaha-Agostini) e Mamola (Yamaha- Roberts) sul podio. Già nella prima edizione la cornice di pubblico fu notevole, tuttavia non mancarono alcuni inciampi, come la grande massa di fogli di giornale che a pochi giri dalla fine planò – sospinta dal vento – sul rettilineo, creando una situazione di pericolo che fortunatamente non ebbe conseguenze rilevanti.
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