MotoGP, intervista a Guido Meda: “Marc ancora il favorito, oggi la gente ha il grilletto facile”

Abbiamo ripercorso con lui gli ultimi venticinque anni di Motomondiale, da Valentino Rossi al nono titolo di Marquez, fino al rapporto coi giovani piloti della VR46 Riders Academy

Mathias CantariniMathias Cantarini

Pubblicato il 20 febbraio 2026, 16:07

L’eredità di Valentino Rossi e cosa aspettarsi dal 2026

È stato importante trovare Bagnaia, Bezzecchi e gli altri italiani al top nel post Rossi?

"È stato molto importante, era un'Italia che dipendeva da Valentino e nel momento in cui si è ritirato c'era un vuoto da riempire. Il fatto di aver trovato all'istante Bagnaia, che è diventato Campione del Mondo, ha continuato ad alimentare la passione per la MotoGP".

Che effetto le fa aver vissuto questa nuova generazione di campioni italiani?

"Avendo 25 anni di carriera alle spalle Bagnaia e Bezzecchi, per dirne due ma vale per tutti loro, li ho visti piccoli. Ho una foto con Bezzecchi che avrà avuto 7 anni e aveva voluto fare la foto con me. Pecco l’ho visto veramente da bambino e ora è gratificante vederli in un altro modo. Anche Marquez l’ho visto arrivare fin dalla 125, perché all’epoca commentavo tutte e tre le categorie, l’ho visto stravincere in Moto2 con la faccia da furbetto e poi l’ho visto diventare un fenomeno in MotoGP. Ho vissuto la rivalità con Valentino, l’ho visto diventare grande e poi riscattarsi lo scorso anno. Se li conosci da piccolo sei più emotivamente coinvolto".

Bagnaia sembra aver ritrovato il sorriso, lo rivedremo in lotta per il Mondiale?

"Non mi sbilancio. Sono abbastanza scottato da certi momenti di entusiasmo dello scorso anno, come la gara del Giappone. Per cui voglio almeno un'altra controprova prima di dire con certezza: 'è rinato'. Detto questo, so che Pecco non vale quello che abbiamo visto l'anno scorso. Il suo vero valore è quello che abbiamo visto fino al 2024. La speranza che torni a essere competitivo è totale".

Marquez conquisterà il decimo mondiale?

"Senza strafare nei test in Malesia, aldilà della stanchezza a causa degli infortuni, ha detto le stesse cose dell’anno scorso. Il riferimento è lui, quindi è facile dire che continua a essere il favorito".

Aprilia e Bezzecchi possono essere i suoi primi rivali?

"Continuo a pensare che Aprilia abbia bisogno di un secondo pilota in forma per continuare a migliorare. Bezzecchi ha una cosa che gli altri non hanno: parte sempre per vincere. Non è uno che dice “Marquez è imbattibile” e la convinzione in questo sport fa tantissimo. L’organizzazione di Rivola ha generato anche un’impostazione del lavoro che sta dando i suoi frutti. Però l’Aprilia non è a livello di Ducati anche se gli rimane in scia".

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