MotoGP, intervista a Guido Meda: “Marc ancora il favorito, oggi la gente ha il grilletto facile”

Abbiamo ripercorso con lui gli ultimi venticinque anni di Motomondiale, da Valentino Rossi al nono titolo di Marquez, fino al rapporto coi giovani piloti della VR46 Riders Academy

Mathias CantariniMathias Cantarini

Pubblicato il 20 febbraio 2026, 16:07

Con la sua voce, Guido Meda è entrato nelle case di milioni di italiani raccontando i titoli mondiali di Valentino Rossi, il bis iridato di Pecco Bagnaia fino alla rinascita di Marc Marquez nel 2025. Oggi vicedirettore di Sky Sport e responsabile della redazione motori, Meda ha iniziato a lavorare in televisione seguendo gli sport invernali, in particolare lo sci alpino, disciplina che nell’edizione in corso dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina ha regalato grandi soddisfazioni all’Italia con il doppio oro nello Slalom Gigante e nel Super-G di Federica Brignone (grande appassionata di MotoGP e ospite di Aprilia a Valencia nell’ultimo GP della scorsa stagione). "Ho il villaggio olimpico vicino a casa, tutte le volte che ci passo davanti mi si stringe il cuore perché ripenso ai villaggi olimpici che ho frequentato nella mia gioventù in giro per il mondo".

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Meda: “I piloti di oggi hanno la stessa pasta di quelli di una volta”

Quanto è cambiata la MotoGP dal 2002 a oggi?

"Quando ho iniziato c'era Valentino Rossi al massimo dell'esplosione, con tutto quello che comportava in termini di mediaticità del personaggio e di quantità di vittorie. Sarei un pazzo se dicessi che non è stato un periodo entusiasmante. Era un periodo in cui c’era meno offerta, non c’erano i social e la domenica il Paese si fermava. Oggi è tutto 'polverizzato', le informazioni le prendi in modi che non sono più quelli tradizionali, quello è inevitabilmente cambiato".

Oggi un ruolo cruciale lo giocano anche i social.

"Sono modalità diverse, io resto un professionista dell'informazione. Forse ti costringono ad essere più attento e quindi un po' trattenuto nelle parole. Su certe cose la gente ha un po’ il grilletto facile. La discussione si polarizza molto di più: può idolatrare un pilota o considerarlo un criminale".

E cosa non è cambiato invece?

"Il mio modo di vivere e raccontare le corse. Così come non è cambiata la pasta di cui sono fatti i piloti. Andare nel paddock adesso è bello come allora".

Ha qualche telecronaca a cui tiene particolarmente?

"Se dovessi sceglierne una, probabilmente direi Barcellona 2009. Fu un duello meraviglioso tra Rossi e Lorenzo. Quella più che la telecronaca fu la gara perfetta. I due migliori piloti che se la giocano negli ultimi due giri a suon di sorpassi. È esattamente ciò che chi fa il mio mestiere vorrebbe accadesse ogni volta. Poi ci sono i duelli tra Dovizioso e Marquez in Austria o Bagnaia, sempre contro Marc, a Jerez 2024".


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