Pavesio: "Non c'è un piano B al V4, mi aspetto un 2026 sulle montagne russe"
Gianmaria Rosati
Pubblicato il 10 febbraio 2026, 15:53 (Aggiornato il 10 febbraio 2026, 15:06)
Una delle grandi protagoniste della tre giorni di Sepang, nel bene e nel male, è stata indubbiamente Yamaha. Se da un lato infatti la casa di Iwata può fregiarsi di portare in pista un progetto completamente nuovo, dall’altra lo stesso neonato progetto ha mostrato dei problemi in Malesia, con la seconda giornata di test passata interamente ai box come principale campanello d’allarme. Di questo e di tanto altro abbiamo parlato con il Managing Director di Yamaha Motor Racing Paolo Pavesio.
“Il problema avuto da Fabio nel pomeriggio della prima giornata ci ha fatto pensare che potesse ricapitare anche su altre moto – apre Pavesio - così abbiamo deciso di fermare i piloti. C’era un tema di sicurezza e abbiamo fatto le dovute valutazioni, capendo che i dovuti accorgimenti le moto sarebbero tornate ad essere sicure, così siamo tornati in pista. Le moto non sono mai state non sicure per essere precisi, abbiamo capito che il problema non si sarebbe verificato sulle altre moto così siamo tornati in azione”.
Il problema può dirsi risolto?
“Abbiamo girato per tutta la terza giornata senza quel problema quindi direi di sì. Parliamo comunque sempre di prototipi spinti al limite”.
Esiste un piano B nel caso il problema si ripresentasse? Anche solo per le prime gare dell’anno
“No. Il progetto è questo, è giovane ed ambizioso per cui non c’è nessuna possibilità che si torni alle moto dell’anno scorso. Non avrebbe senso farlo perché non sarebbe corretto strategicamente, oltre che un fallimento. La M1 tra Valencia e Sepang è cambiata tanto quindi c’è la possibilità di muoversi liberamente anche in questo progetto nuovo. Il piano B non c’è, perché non serve”.
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