MotoGP 2026, Marco Bezzecchi: "L'assenza di Jorge Martin in un certo senso mi ha aiutato"

In occasione dellla presentazione del team ufficiale Aprilia, il riminese ha parlato dei suoi obiettivi stagionali e delle pressioni legate alle aspettative 
MotoGP 2026, Marco Bezzecchi: "L'assenza di Jorge Martin in un certo senso mi ha aiutato"
© Luca Gorini

Francesco AllevatoFrancesco Allevato

Pubblicato il 16 gennaio 2026, 09:41

Aprilia riparte dalla continuità, dalla consapevolezza di aver costruito qualcosa di solido e dalla lucidità di chi sa che il salto definitivo, in MotoGP, è sempre il più difficile. Nelle parole di Marco, emerse nel corso dell’incontro, c’è tutta la fotografia di un 2025 vissuto da protagonista che ne fa ereditare anche responsabilità e aspettative alte: "Chiaramente l'infortunio di Martin ha complicato un pò il tutto per Aprilia, ma, onestamente, è stata anche un’opportunità per me di provare a sfruttare questa occasione come prima esperienza da pilota ufficiale".

Un contesto non semplice, che però Marco ha trasformato in un percorso di apprendimento continuo: "In ogni caso ho cercato di usare questa esperienza per imparare il più possibile e fare del mio meglio per aiutare gli ingegneri. Non è stato facile, ho semplicemente cercato di essere me stesso e di spingere tutti a raggiungere quello che non era solo il mio obiettivo, ma anche quello del team, che cercava di tornare al vertice. Fondamentalmente ho provato a fare questo, poi il resto è venuto da sé".

Marco Bezzecchi: "Aprilia mi ha emozionato, hanno sempre avuto fiducia in me"

Un legame, quello con Aprilia, che va oltre la pista e che nasce prima di tutto da un fattore umano. "La cosa che mi ha colpito di più in Aprilia è stata la prima volta che sono andato lì dopo aver firmato il contratto: gli occhi di tutti, ingegneri e non solo, l’emozione e la fiducia in me nonostante un 2024 difficile. Questo mi ha davvero emozionato, ho rivisto la stessa sensazione anche a fine stagione, prima delle vacanze, vedere l’orgoglio negli occhi delle persone è stata una delle cose che mi ha colpito di più".

Dal punto di vista tecnico, la base c’è ed è stata costruita passo dopo passo. "Penso che l’anno scorso abbiamo costruito una buona base con la moto e speriamo di poter usare questa base e migliorare. Ovviamente non è mai facile, perché quando devi fare grandi passi a volte è quasi più semplice, mentre quando stai lottando per trovare gli ultimi dettagli diventa molto più difficile. Cercherò di usare l’esperienza che ho acquisitio, ho imparato molto su come sento le modifiche della moto ogni volta e spero di poter migliorare ancora".

"Non servono passi in avanti enormi"

La crescita, però, non riguarda solo la moto: "Sicuramente dobbiamo migliorare entrambi, io e la moto. Nell’ultima parte dell’anno, nel 2025, abbiamo raggiunto un buon livello e io sono riuscito ad essere veloce, e la moto ovviamente è sempre migliorata un po', sebbene a Sepang per esempio, abbiamo faticato molto. Sono curioso di tornarci e capire se abbiamo già fatto un altro passo avanti". La filosofia, però, resta chiara: "In MotoGP penso che tu debba sempre fare passi giorno dopo giorno, non puoi mai fermarti, ed è quello che sta cercando di fare la fabbrica e anche io, in tutte le aree in cui posso aiutare: fisicamente, nelle capacità di guida e anche a livello mentale. Non voglio dire che dobbiamo fare un passo enorme, dobbiamo semplicemente non smettere mai di lavorare e cercare sempre di metterci nella condizione di dare il massimo".

Lo sguardo è già rivolto all’inizio della nuova stagione, con un approccio prudente ma ambizioso. "L’obiettivo per me è cercare di partire bene, cosa che l’anno scorso ci è mancata, perché nella prima parte della stagione abbiamo faticato. Sarebbe fantastico iniziare in modo competitivo, lottando per la top five o la top three se possibile, ad ogni modo non voglio avere fretta: voglio partire dai test della Malesia con calma, restando concentrato e godendomi finalmente la moto. Poi, dopo un paio di gare, potremo fissare un obiettivo chiaro".

Bezzecchi ed il ruolo che gioca la pressione 

Fondamentale, nel percorso di svolta, è stato anche il lavoro nei test. "Non posso rispondere nei dettagli, ma è vero che il test di Jerez è stato un momento chiave. Abbiamo capito molte cose, anche io ho capito molto sulla guida, perché nei test hai più tempo per provare, venivamo da un weekend difficile, ero veloce ma in qualifica sono caduto molto presto e partivo sempre molto indietro. Non è stata una sola cosa, ma una combinazione di fattori, insieme alla moto e a una migliore comprensione della guida".

In MotoGP, però, il peso delle aspettative è parte integrante del gioco. "La pressione nel nostro sport c’è sempre: quando sei lento hai la pressione di andare a casa, quando sei veloce hai la pressione di vincere. È sempre così. Mi sento fortunato ad essere in questa posizione, perché è quello che sognavo da quando ho iniziato a correre. Ho belle persone intorno a me, nel team e a casa, con lo staff dell’Academy e i miei amici. Per ora mi sento bene, affronto tutto con positività e cerco di usare questa situazione come un vantaggio. So che non sarà facile, ci saranno momenti in cui faremo fatica, ma fa parte del processo e del gioco".

Infine, uno sguardo ai rivali e al mercato, senza ossessioni: "L’anno scorso Marquez era super forte, di conseguenza anche Ducati, lui certamente parte da favorito ma ci sono anche Alex Marquez e Pecco. Noi dobbiamo concentrarci su noi stessi, cercando di migliorare giorno dopo giorno, trovando il giusto equilibrio tra essere soddisfatti dei passi avanti fatti e restare affamati di migliorare ancora. Questa è la chiave. Il mercato? Non ci penso, al momento ho solo una grande voglia di salire in moto e di fare bene".

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