MotoGP, Bagnaia: "La nazionale è stata una sofferenza, io e Ducati invece abbiamo giocato bene"
Pecco da favola: "Credo che l'Italia fosse arrivata già molto avanti per il gioco espresso. Io come Stoner? Lui ci ha messo di meno. Impossibile montarmi la testa, non è nel mio stile"

Gianmaria Rosati
Pubblicato il 30 giugno 2024, 16:49 (Aggiornato il 2 lug 2024 alle 13:02)
Meraviglioso, incredibile, magico. Scegliete voi l’aggettivo che meglio si addice a Pecco Bagnaia, che dopo aver dominato anche nella gara domenicale ed aver ricevuto il giusto tributo sul palco – “Una bella tamarrata” il commento di Pecco sulla prima parte della cerimonia – può godersi il fantastico risultato raggiunto, che per i colori italiani rappresenta anche una bella rivincita dopo l’opaca figura della nazionale agli Europei.
“E’ stata una grande sofferenza – il commento calcistico di Pecco – ma credo che per il gioco espresso fossimo arrivati già molto avanti. La Ducati ed io in compenso abbiamo giocato bene. Ho avuto poco tempo per i pensieri durante la gara, dato che ho dovuto gestire tante situazioni, a partire dalla gestione della gomma anteriore dura. Martin ha provato un paio di volte ad avvicinarsi: in quei momenti è stato fondamentale mantenere o allargare il divario. Questa pista si addice al mio stile di guida, è stato un weekend fantastico”.
Un weekend dove anche la numerologia ha sorriso a Pecco, primo pilota capace con i 4 tempi di fare tripletta ad Assen e soprattutto arrivato ora a quota 23 successi in Ducati, come Casey Stoner.
“Non è giusto compararsi a Casey perché lui ha ottenuto certi risultati in meno tempo. Le 3 vittorie di fila ad Assen sono fantastiche, anche se la pista non è più quella di prima. Ho sempre lavorato per ottenere il meglio, e continuerò a farlo. Il tatuaggio? Assen è una delle piste più iconiche, e vincere la prima gara nel mondiale proprio qui è stato speciale”.
Bagnaia non smette di migliorare
A questo punto viene quasi di chiedersi se questo Bagnaia possa ancora migliorare, ed il primo a confermarlo è lo stesso Pecco, che guida una spedizione Ducati sempre più in forma.
“Sono uno che si critica tanto. Onestamente ho ancora tanto lavoro da fare su me stesso: ho commesso errori evitabili come quello di Barcellona, c’è sempre tanto da imparare. Sono sulla strada giusta, ma non ci può fermare. Coppa Ducati? Credo che ora i piloti di Ducati siano i più forti della griglia, insieme forse ad altri: miglioriamo insieme grazie alla condivisione dei dati”.
L’ultimo pensiero di Bagnaia corre verso il futuro e dunque verso il Sachsenring, dove forse il piemontese non partirà favorito.
“Credo che in Germania Martin e Marquez saranno più forti di me, anche se l’anno scorso ero più veloce di Jorge, anche se poi ha vinto lui. Credo che i progressi compiuti durante l’anno mi aiuteranno ad essere veloce anche lì sin dall’inizio. Montarmi la testa? Non sopporto chi lo fa, e per come sono fatto è impossibile che accada”.
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