Borsoi: "I 21 punti di ritardo non dicono la verità, ma ci crediamo al 100%"

Borsoi: "I 21 punti di ritardo non dicono la verità, ma ci crediamo al 100%"© Luca Gorini

L'INTERVISTA - Il Team Manager Pramac: "Meritavamo di giocarcela con meno distacco. Abbiamo vinto il titolo team e lottiamo per quello piloti: avrei firmato con il sangue per molto meno"

25 novembre

Un anno fa di questi tempi Gino Borsoi si accingeva a iniziare l'avventura al vertice del Team Pramac, bisognoso di una guida per puntare in alto. 365 giorni dopo l’ex pilota della 125 (tre podi nel Mondiale), cresciuto alla scuola di Jorge "Aspar" Martinez, può già vantare un titolo mondiale a squadre, il primo di un team satellite nella storia della MotoGP, ed è in piena lotta per l'alloro piloti grazie a Jorge Martin. A inizio anno avrei firmato con il sangue per qualcosa in meno - sorride il 49enne veneto - la squadra comunque già funzionava bene, non ha ottenuto certi risultati perché sono arrivato io: diciamo che tutti gli astri si sono allineati. Uomo giusto al momento giusto? No, mi sono aggiunto a una macchina che già lavorava nel modo giusto”.

Quanto vale per Pramac la vittoria del titolo team?

“Tantissimo, anche soltanto per il fatto che mai un team satellite o indipendente era riuscito a prevalere. Personalmente sono contento e grato: se siamo arrivati fino a qui, contando anche che ci stiamo giocando il titolo piloti, è soltanto grazie al lavoro di una vera famiglia, da Paolo Campinoti in giù. Questa è la dimostrazione che una squadra organizzata può raggiungere grandi obiettivi”.

E' il segreto del vostro successo?

“Ce ne sono tanti, in realtà. La squadra ha lavorato bene, Martin e Johann Zarco hanno entrambi contribuito e la Ducati ci ha certamente fornito i mezzi giusti. L’unione di questi ingredienti ha reso la magia possibile”.

C'è chi ha parlato con toni complottistici relativamente ai problemi accusati da Martin a Losail. Che ne pensi?

“Internamente al team nessuno ha dato peso a queste voci, che reputiamo assolutamente infondate. Purtroppo è successo quello che nessuno voleva, a partire da noi, Ducati e Michelin, ma non vedo complotti bensì un episodio sfortunato nella gara meno indicata. Dispiace a tutti? Non so, io certamente ero deluso, ma ora possiamo soltanto batterci fino alla fine. Alla gente piace pensare ai complotti, ma è una teoria troppo machiavellica”.

Con quale spirito siete arrivati a Valencia?

“C’è voglia di combattere fino alla fine, e di confermare ciò che i risultati raggiunti soprattutto nella seconda parte di stagione hanno dimostrato, ossia che Martin e il team sono stati leggermente più veloci degli altri. I 21 punti di ritardo non definiscono il reale valore, i risultati dell’ultimo periodo e la velocità di Jorge: dal mio punto di vista ci meritavamo di arrivare qui con meno distacco. Ma questo non ci priva dello spirito giusto”.

Come si affronta un fine settimana del genere?

“Con 21 punti di distacco serve un approccio d’attacco, dal primo all’ultimo giorno: dobbiamo cercare di vincere entrambe le gare, poi il resto sarà nelle mani di Pecco e del suo team”.

Quanto ci credete? Vi siete imposti di non fare calcoli?

“Ci crediamo al 100%. Come detto dobbiamo soltanto pensare a vincere le gare, il resto non è in mano nostra. Se poi succederà qualcosa che non permetterà a Pecco di superarci in classifica ben venga per noi, è normale”.

La strategia di Martin, il passato e... Aldeguer

Martin ha subito messo sotto pressione Bagnaia, seguendolo per tutta la parte finale delle Practice.

“E’ una tattica legittima, dato che siamo in svantaggio. Dobbiamo pensare e occuparci anche delle piccole cose, con l’obiettivo di migliorare la situazione”.

Conosci bene sia Pecco che Jorge, dato che li schierasti assieme in Moto3 con la Mahindra del Team Aspar: come li paragoneresti caratterialmente?

“E’ passato tanto tempo, quindi sono certamente cambiati, anche perché hanno entrambi vinto almeno un titolo mondiale. Ora, come è normale che sia, conosco meglio Jorge che Pecco, ma il rapporto con quest’ultimo è rimasto eccellente, anche se siamo in lotta per lo stesso obiettivo”.

In passato hai raccontato di come aiutasti Bagnaia nei momenti difficili ricordandogli i vostri successi insieme in Moto3. E’ stato necessario fare lo stesso con Martin nel corso dell’anno?

“Aiutare i miei piloti è parte del mio lavoro. Non posso dire che Jorge abbia avuto momenti di difficoltà durante l’anno: magari all’inizio ha dovuto cambiare un po’ l’approccio alle gare, per ottenere il massimo, ma strada facendo è diventato ancora più veloce e costante. Ha avuto un modo di formarsi diverso rispetto agli altri anni”.

Nel 2025 un altro spagnolo, il giovane Fermin Aldeguer, potrebbe unirsi a voi.

“E’ un pilota molto veloce, onestamente lo seguo da parecchio tempo. Se facesse parte del nostro team saremmo molto contenti, ma parliamo del 2025, e qui ci giochiamo il titolo 2023".

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