Il Motomondiale del futuro: parola d'ordine "globalizzazione"

Pubblicato il 2 gennaio 2026, 10:51 (Aggiornato il 5 gen 2026 alle 16:07)
Guardando la classifica finale della MotoGP 2025, salta immediatamente all’occhio un dato che, se da un lato essendo italiani non può che renderci orgogliosi per il motociclismo del nostro Paese, dall’altro lancia un campanello d’allarme che ha portato Dorna e Liberty Media a lavorare per il futuro. Stiamo parlando della nazionalità dei piloti, visto che nelle prime dieci posizioni in campionato della top class sono ben nove i centauri italiani e spagnoli, con il francese Fabio Quartararo unica eccezione di un mondiale che è ormai da diversi anni pressoché un duopolio con pochi portacolori di altre nazioni in grado di inserirsi con costanza nelle posizioni di vertice.
Si tratta di una situazione a cui ci stiamo in realtà abituando e che diventa ancora più eclatante in Moto3, dove sono stati addirittura ventuno su ventidue i Gran Premi vinti da piloti spagnoli – mentre per l’Italia è stata un’annata più complessa del previsto – con la sola eccezione del GP della Malesia in cui a salire sul gradino più alto del podio è stato il giapponese Taiyo Furusato e i numeri parlano chiaro visto che più della metà dei piloti impegnati nel Motomondiale nel 2025 – 44 su 76 – provenivano dalle due nazioni dominanti dal punto di vista numerico e da quello dei risultati. La musica sembra però destinata a cambiare guardando ai più giovani e alle serie propedeutiche, che punteranno sempre di più ad una globalizzazione della griglia con il chiaro obiettivo di portare nel Motomondiale talenti provenienti da ogni parte del mondo accrescendo al contempo l’interesse di nuovi Paesi nei confronti della MotoGP.

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Brasile, Turchia e Polonia in grande crescita
Tale binomio italo-spagnolo non c’è stato in Moto2, nella quale a conquistare il titolo è stato Diogo Moreira che ha così portato il Brasile sul tetto del mondo per la prima volta in un mondiale motociclistico e hanno ottenuto successi nel corso della stagione anche l’inglese Jake Dixon, l’australiano Senna Agius, lo statunitense Joe Roberts, il turco Deniz Oncu e il colombiano – seppur di origine spagnola – David Alonso. Si tratta però della classica eccezione che conferma la regola essendoci state comunque otto vittorie spagnole ed una italiana – firmata da Celestino Vietti nel GP di casa a Misano – nel corso del campionato, anche se i debuttanti in MotoGP nel 2026 saranno proprio un brasiliano, ovvero lo stesso Moreira, e il turco Toprak Razgatlioglu, in arrivo dopo i tre titoli in Superbike.
Paesi, gli ultimi citati, che si stanno affacciando sempre più insistentemente nel panorama internazionale – con il Brasile che tornerà anche in calendario ospitando il Gran Premio sul circuito di Goiania – insieme ad altre realtà la cui cultura motociclistica è ancora acerba e in via di sviluppo, ma che sembra destinata ad ingrandirsi velocemente. Un esempio lampante di ciò è la Polonia, che pur essendo un’eccellenza in discipline come lo speedway, estremamente seguito e praticato in tale parte d’Europa, non ha mai avuto piloti di particolare successo nella velocità fino ad oggi, ma vanta un movimento in grande crescita che sta già ottenendo risultati importanti. Tra questi, il più rilevante è certamente quello conquistato da Milan Pawelec, classe 2007 che, alla prima stagione nell’Europeo Moto2, ha vinto a sorpresa il titolo grazie a tre vittorie e ad una grande costanza di rendimento, come dimostra l’arrivo in zona punti in tutte le gare della stagione, battendo i favoriti Alberto Ferrandez – che correrà nel mondiale con il team Pramac Yamaha – e Unai Orradre; nel 2026 non sarà al via del mondiale ma proverà a difendere la corona nella serie continentale, anche se effettuerà alcune wild card per arrivare pronto all’impegno iridato nel 2027.
Proprio la Polonia è stata la nazione in grado di ottenere i migliori risultati anche nella MotoMini World Series andata in scena a Valencia nei giorni antecedenti all’ultimo Gran Premio stagionale del Motomondiale, con ben due piloti sul podio nella categoria 160. La serie, fino allo scorso anno conosciuta come MiniGP Worls Series, è riservata ai migliori giovanissimi in azione nei vari contesti nazionali e ha visto vincere il polacco Witold Kupczynski davanti al “nostro” Daniel Putortì e al connazionale Jan Babiarz, a conferma di come si tratti di una realtà in grande crescita per quel che riguarda i prospetti non ancora impegnati nelle ruote alte. E anche nella Ohvale 190 della MotoMini ci sono stati risultati sorprendenti, con il trionfo del cinese Shengbo Sun che ha preceduto il venezuelano Diego Gonzalez, il tedesco Ole Sauberlich ed il malese Qabil Irfan, già vincitore della 160 in passato.
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