GP Thailandia, Paolo Pavesio: “Yamaha qui con 12 motori nuovi, conosciamo il gap”

I piloti di Iwata hanno scelto il silenzio stampa dopo il debutto in gara del motore V4, lasciando così al managing director il compito di tracciare un bilancio

Valentino AggioValentino Aggio

Pubblicato il 1 marzo 2026, 14:56 (Aggiornato il 3 mar 2026 alle 08:43)

Il primo weekend della MotoGP 2026 ha mostrato tutti i limiti della Yamaha V4, che ha raccolto i primi punti di una nuova era sia con Fabio Quartararo che con Alex Rins ma rimane comunque piuttosto lontana. I piloti non hanno parlato dopo la gara di Buriram, ma si è concesso ai giornalisti il managing director di Yamaha Motor Racing Paolo Pavesio.

Cambiamento necessario: “Qui con 12 nuovi motori”

Una delle notizie più clamorose dell'inverno è stato il forfait da parte di Iwata dalla seconda giornata di test a Sepang, che ha reso necessario un notevole cambiamento in pochi giorni per poter scendere in pista a Buriram il più preparati possibile. “Abbiamo avuto un problema in Malesia che abbiamo individuato in un componente - spiega Pavesio -, portando dodici motori nuovi a Sepang derivanti dalle specifiche sviluppate dopo i test di Sepang”. 

Presa di coscienza: “Abbiamo capito quanto ci manca”

Questo è l'inizio di un nuovo progetto in Giappone, quindi i risultati non si possono attendere alla prima uscita in pista. “Finalmente, dopo il primo weekend, abbiamo capito quanto ci manca per tornare a lottare per le prime posizioni - continua Pavesio -. Non ci sono magie o trucchi, ma solamente tanto lavoro per raggiungere questo obiettivo che Yamaha si è prefissata”.

Ci sono comunque diversi lati positivi: “Scopriamo qualcosa di nuovo ogni volta che scendiamo in pista, stiamo ancora lavorando sull'assetto base. Fortunatamente, grazie al sistema delle concessioni, abbiamo la possibilità di girare di più rispetto ai nostri competitor. Durante la stagione faremo tanti cambiamenti e miglioreremo in maniera costante. Sapevamo fin  dall'inizio che avremmo perso della performance soprattutto sul giro secco, ma era un sacrificio necessario per avere più consistenza durante la gara. Il gap tra la prima Yamaha ed il vincitore della Sprint è rimasto lo stesso dalla scorsa stagione, ma chiaramente nel GP abbiamo fatto più fatica”.

I cambiamenti: “Quanto è cambiata la M1 V4”

Paolo Pavesio ci tiene poi a specificare come “la moto sia cambiata moltissimo rispetto alla prima wild-card di Misano nel 2025. Stiamo ancora cercando il pacchetto migliore per questa moto, ma non è facile. Il motore viene misurato sul banco e dobbiamo ancora trovare della potenza: dobbiamo trovare il giusto compromesso tra performance ed affidabilità. Sviluppando la moto 2026, stiamo capendo tante cose che saranno cruciali per il progetto 850cc: concetti, per la maggior parte, più che pezzi”.

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