MotoGP Mugello, Marc Marquez: "Voglio allungare la mia carriera, nessuno può dire se tornerò come prima"

Il nove volte iridato battezza il suo ritorno in gara dopo l'infortunio con un settimo posto, conscio dei suoi attuali limiti fisici e lucido in vista dei prossimi appuntamenti
MotoGP Mugello, Marc Marquez: "Voglio allungare la mia carriera, nessuno può dire se tornerò come prima"
© Luca Gorini

Francesco AllevatoFrancesco Allevato

Pubblicato il 31 maggio 2026, 16:10 (Aggiornato il 31 maggio 2026, 15:59)

Il ritorno in gara di Marc Marquez al Mugello, dopo l’intervento alla spalla e al piede si è chiuso con un settimo posto finale al termine di un acceso duello con Pedro Acosta. "Sapevo che in una lotta avrei probabilmente perso, ma mi sono detto che se devo vendere la mia pelle devo venderla al prezzo più alto possibile", ha raccontato lo spagnolo, sintetizzando lo spirito con cui ha affrontato la gara toscana. Marquez ha poi descritto una battaglia intensa in pista: "Abbiamo fatto una grande lotta con molti piloti e la cosa più importante è che ho completato tutto il weekend, il punto di partenza della mia riabilitazione sulla moto non è stato negativo".

Marc Marquez: "Non ho tenuto un approccio conservativo, ho dato sempre il massimo"

Il tema fisico resta centrale: "Si parla molto del nervo e della spalla, ma ho anche un infortunio al piede. In realtà il piede è una sciocchezza rispetto alla spalla. Ero già pronto a Montmeló per correre, ma la mia preoccupazione principale resta la spalla. Il piede destro non è al 100%, ma non mi limita sulla moto". Il bilancio del weekend è fatto di sensazioni contrastanti ma utili al rientro: "La cosa più importante è che l’intorpidimento non c’era più e ho sentito una nuova sensazione al braccio. Questo era l’obiettivo dell’operazione. Da ora in avanti non importa quale sia il mio 100%, cercherò di arrivarci ogni giorno. Voglio spingere quel braccio al limite e vedere dove posso arrivare, nessuno può dire che tornerò come prima, ma ci proverò. Conoscete la mia mentalità, dal punto di vista mentale sono pronto e non voglio arrendermi senza provarci".

Sul piano sportivo, Marquez ha spiegato anche la gestione della gara contro Acosta: "Non ero conservativo. Stavo lottando contro Acosta, ma avendo una moto migliore, e per questo ho cercato di usare l’esperienza e difendere nei primi settori. Alle Arrabbiate ero molto lento perché avevo paura: lì un piccolo errore può causare un grosso incidente. Non mi sentivo al 100% e ho preferito essere cauto". Il weekend si è chiuso con il massimo sforzo possibile: "In qualifica ho dato il 100%, nel warm-up il 100% e in gara ho dato tutto fino a quando sono crollato fisicamente e ho semplicemente finito la corsa".

"Se sono qui è perchè voglio continuare la mia carriera"

Nonostante le difficoltà, la scelta di rientrare è stata convinta: "Sono contento di essere venuto qui, anche se una parte di me diceva di restare a casa e tornare a Balaton, pista più facile e lenta. Ma un’altra parte mi ricordava che per tutta la carriera ho sempre dato il 100%. Se non salgo in moto pur avendo il via libera dei medici, non sono me stesso. Per questo sono venuto: è stato un weekend di lavoro, un punto di partenza lontano da dove voglio arrivare, ma bisogna iniziare da qualche parte".

Il Mugello, ha aggiunto, è una delle piste più dure per la sua condizione fisica: "È una delle peggiori del calendario insieme ad Austin, soprattutto per il braccio destro. Balaton è più facile perché ha più curve a sinistra, ma anche lì a fine gara ero stanco". L’obiettivo ora è il recupero e la continuità: "Adesso devo recuperare da questo sforzo e arrivare a Balaton come sono arrivato qui: essere in moto e guidare nel modo migliore possibile. Se sono qui è perché voglio continuare la mia carriera, l’anno scorso non mi sono divertito quanto avrei potuto, voglio provarci ancora. Non sono qui per il titolo o per fare punti, ma per allungare la mia carriera e vedere dove posso arrivare".

 

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