MotoGP Francia, Rivola: "Un anno fa Martin voleva andarsene, ma io sapevo che con l'Aprilia avrebbe vinto"
Il CEO di Noale: "Però non immaginavo che Jorge trionfasse proprio a Le Mans. Lui e Bezzecchi si rispettano, nessuno concederà qualcosa. Lo spagnolo gode del vantaggio di aver conquistato titoli, l'italiano sa già cosa fare"
Pubblicato il 10 maggio 2026, 18:58
Uno, due e tre. Massimo Rivola ha contato le prime tre posizioni del Gran Premio MotoGP di Francia, tutte firmate da RS-GP. L'Ammistratore Delegato di Aprilia Racing risponde a chi gli ha chiesto quanto e se la storia sia stata segnata: "Data da segnare sul calendario" ribadisce "per due motivi: un podio completamente Aprilia mai lo avevamo avuto e, secondo, esattamente un anno fa qui Jorge Martin si presentò tutto trafelato, dicendoci che voleva andarsene. Un anno più tardi festeggiamo un weekend clamoroso, quindi grande soddisfazione".
Quale è il segreto 2026 della Mora di Noale? Una composizione semplice da descrivere, meno da mettere in pista: "Si lavora tanto, credendo in ciò che si fa. Cosa fondamentale. Dalla prima vittoria, Argentina 2022, lavorare e crederci costituise la ricetta che funziona sempre. Io credo molto nelle mie idee e cerco di trasferirle nella squadra e nelle persone che la compongono. Abbiamo Fabiano Sterlacchini, Direttore d'Orchestra molto bravo. E Naole ii gruppo di teste e talenti è incredibile".
Aprilia riferimento della classe regina. Ora è affermabile: "Sì, adesso possiamo dirlo. Stiamo parlando di decimi. Fabio Di Giannantonio e Pedro Acosta sono arrivati a un paio di secondi da noi. Qualcosina in più lo abbiamo, ma se ci si rilassa, quel qualcosina in più si perde. Oggi i piloti hanno la RS-GP in mano, non tutti hanno instaurato tale chimica. Dobbiamo approfittare di questo vantaggio, facendo più punti possibili adesso, per poi vedere dove saremo tra un po'".
Numero 72 primo, numero 89 secondo in classifica. Come sarà la gestione dei due assi neri? Ancora Massimo: "A oggi la gestione è semplicissima: entrambi sanno che si devono rispettare. Se non lo fanno, si nota subito. Il sorpasso di Jorge su Marco è stato niente di che. Finché tra compagni di box ci si supera così, va benissimo. Invece, se entrano sulle ginocchia, arriverà il momento di parlare. Loro si conoscono reciprocamente da tempo e sanno quali sono i rispettivi punti forti e deboli. Nessuno lascerà qualcosa all'altro. Dovranno portare a casa i risultati massimi. Il Secondo posto di Bezzecchi, grandissimo. Magari nel passato non si sarebbe accontentato, commettendo errori. Vederli lassù una bella soddisfazione e senso di rivincita".
Il romagnolo è descritto da Rivola: "Marco sembra istintivo, è tuttavia intelligentissimo. Non c'è bisogno di dirgli chissa cosa, bastano due parole e lui sa già. A me interessa tanto l'atteggiamento del pilota con la squadra, quando le cose non vanno bene. Se arriverà un periodo nel quale Bezzecchi affronterà difficoltà, dovrà rimanere il Marco di questo anno e mezzo condiviso. Esemplare, maturo, solido. Sono ottimista: gestirà la pressione in arrivo, Jorge altrettanto".
La quattro cilindi della piccola "a" è ora la più grande della categoria: "La RS-GP è cresciuta, grazie alle indicazioni di Bezzecchi. E lui è cresciuto tanto come pilota. Mica affermo che sappiamo quali risultati segnerà in gara, però è pronto. Il suo compagno è un campione del mondo, sa come vincere e perdere. Nella gestione del campionato, Martin è avvantaggiato in questi termini".
Le Mans 2025: il CEO immaginava di ribaltare quel terribile weekend? Forse no, meglio così: "Come detto prima: sono convintissimo delle mie scelte e delle nostre, come nella squadra e nell'ultimo salto offerto da Fabiano. Ho sempre detto a Jorge 'con noi vincerai'... immaginare che avremmo vinto un anno dopo proprio qui, magari no. In quel momento non è che non vedessi la luce in fondo al tunnel, però la situazione fisica sua era critica. Sfascia pezzi, siamo pari, altro che regalo (ride)".
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