L’Ancma sulla nuova “tassa”

Una nuova imposta su immatricolazioni e passaggi
L’Ancma sulla nuova “tassa”

Pubblicato il 16 maggio 2011, 17:21

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 6 maggio 2011 n. 68, sono state introdotte nuove disposizioni in materia di autonomia di entrata di regioni e province, in particolare all’art. 17 , punto 7, comma c) vengono indicati come possibile oggetto dell’imposta di trascrizione provinciale anche i motocicli eccedenti una determinata potenza (non meglio specificata). Tale misura entrerà in vigore con il disegno di legge di stabilità, presumibilmente nel 2012, mentre entro 30 giorni si procederà alla modifica degli importi per autoveicoli e tricicli.

Non si comprende la logica di imporre un nuovo tributo, nel prossimo futuro, ad un settore già fortemente colpito dalla crisi del mercato che dal 2007 al 2010 ha visto una contrazione di volumi pari al – 30% - dichiara Corrado Capelli, Presidente di Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) - In un momento in cui si stanno facendo tutti gli sforzi possibili per recuperare terreno sembra incredibile che si vogliano ulteriormente penalizzare in prospettiva anche i clienti delle 2 ruote. Stiamo già subendo i contraccolpi negativi dell’aumento continuo delle tariffe assicurative e dei carburanti – prosegue il presidente - e non è proprio il caso di aumentare la pressione fiscale. Fra l’altro l’imposta di trascrizione provinciale, che non esiste in nessun altro Paese europeo, va versata anche quando si vende un veicolo usato e quindi va a danneggiare anche il mercato dell’usato mettendo in notevole difficoltà la gestione dei concessionari del settore, che già affrontano una situazione critica. Non dobbiamo dimenticare che un’imposizione basata su un importo per kilowatt incide in modo significativo sui prezzi di listino delle 2 ruote, mediamente più contenuti rispetto a quelli delle auto. Auspichiamo che il Governo possa rivedere l’intenzione di includere i veicoli a 2 ruote in questo riordino dell’IPT, per non penalizzare il ricambio del parco circolante, già obsoleto. Infine ricordiamo che un effetto negativo sulle vendite determina una serie di difficoltà a catena per tutta la filiera della nostra industria“.

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