Valentino Rossi e i mezzi sequestrati: “Ero senza casco e sono fuggito sul motorino e il giorno dopo l'Ape”
Il 9 volte iridato in moto e oggi pilota di auto ha raccontato storie e aneddoti
Marco Pezzoni
Pubblicato il 14 aprile 2026, 17:00 (Aggiornato il 15 apr 2026 alle 08:31)
Sono tanti gli aneddoti della vita e carriera di Valentino Rossi, tanti che alcuni non si conoscevano proprio. In occasione della puntata del podcast Tintoria il campione di Tavullia racconta vari dettagli della sua vita attuale e sopratutto di quella passata.
Rossi: l’Apecar e lo scooter sequestrati lo stesso giorno
Valentino apre il cassetto dei ricordi soffermandosi sull’Apecar e lo scooter, in particolare quando gli sono stati sequestrati dai carabinieri nella stessa giornata. “E’ un bel periodo della mia vita, avevo più o meno 15-16 anni e andavo a scuola a Pesaro; avrei dovuto prendere il tram che mi portava a Pesaro perché abitavo a Montecchio con mia mamma, solo che il tram faceva un giro più lungo, dovevo sempre partire 20-25 minuti prima e non facevo mai in tempo, e quindi dovevo andare sempre col motorino. Solo che andare a scuola a novembre, dicembre, gennaio e col motorino era freddo quindi mio babbo Graziano ha detto: "Perché non compriamo un'Ape? Così sei chiuso?" Da noi l'Ape era un mezzo per le persone anziane, quelli che facevano un po' più fatica con la patente, che dovevano andare nell'orto e quindi andavano con l'Ape. Quindi all'inizio non era proprio un mezzo da giovani; però ho deciso di ascoltare Graziano e siamo andati a prendere questa Ape e da lì è diventato un mezzo per i giovani, perché anche tutti i miei amici l'han comprata e, quindi, in quei tempi lì il bello era non tanto dove andavi, ma il viaggio anche per andare a Rimini a giocare a bowling, quindi, il viaggio era già arrivare con l'ape, a parte che ci vogliono 50 minuti, però era già un’avventura, tipo Indiana Jones."
"E quindi da lì si faceva un po' di bagarre, ci davamo le sportellate perché queste Ape erano vecchie, la mia tipo era del '79, come il mio anno, quindi, erano mezzi diciamo non che ci si poteva permettere di non tenere proprio al massimo. L'Ape poi è di lamiera. Quindi ci si poteva dare delle sportellate e poi nella pausa dalla mattina al pomeriggio ci trovavamo in un posto; quindi, chi parcheggiava per primo gli altri di solito gli parcheggiavano addosso andandogli a sbattere. Ci divertivamo così.”
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