SSP, Fabio Evangelista: “La moto è sembrata subito interessante, ma non pensavo di vincere subito”

Pubblicato il 10 aprile 2026, 12:26
Il Team Evan Bros è da parecchi anni un punto di riferimento nel paddock delle derivate dalla serie. Cinque titoli iridati tra piloti e squadre tra Supersport e WCR, oltre cento podi e 43 vittorie. Le ultime sono arrivate pochi giorni fa a Portimao con la ZXMoto, il progetto cinese che nell’inverno è stato sposato dalla squadra di Fabio Evangelista, affidandosi a Valentin Debise e Federico Caricasulo.
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Evangelista: “Una sensazione che non provavo dai successi di Locatelli”
La scelta di sposare il progetto ZXMoto è stata facile?
«Avevamo bisogno di nuove motivazioni e nuove sfide. Il feeling con Zhang Xue è stato subito buono, così come con tutta la sua dirigenza. Mentre trattavamo mi ha detto: “Mi hanno spiegato che siete i migliori della Supersport e vogliamo entrare soltanto con voi”. Questo mi ha fatto estremamente piacere. Ci ha mostrato la moto, ci è sembrata interessante, ma dall’essere bella all’essere vincente ce ne passa...».
Ti aspettavi una moto subito competitiva?
«Abbiamo compreso che la moto “spingeva” ai test di Almeria, perché c’erano anche alcuni rivali. Poi però ci hanno tolto il 15% di apertura della farfalla prima dell’Australia: abbiamo svolto soltanto cinque giornate di test ed essere riusciti a vincere è qualcosa che si avvicina a un miracolo. Venerdì a Portimao pensavo che con un po’ di fortuna avremmo potuto ottenere il podio, ma dal podio alla doppietta c’è il mondo in mezzo. È stata una sensazione che non provavo da tanto tempo, dai tempi dei successi schiaccianti con Andrea Locatelli nel 2020».
Quanto si discosta la moto che utilizzate dal prodotto di serie?
«La moto è esattamente come quella che si può acquistare dal concessionario: è bella, fatta anche discretamente bene e con soluzioni da moto racing già sul prodotto di serie, come il sistema di avanzamento e regolazione dell’inclinazione del cannotto di sterzo».
Come cambiano gli obiettivi per voi?
«Dopo due gare non bisogna farsi illusioni sul Mondiale. È troppo presto, anche se possiamo sicuramente sognare, ma dire che siamo pronti per vincere il titolo, no: ci sono troppe incognite su un progetto così nuovo. Ovviamente conquistare 50 punti alla seconda gara fa aumentare il rammarico per i punti gettati in Australia. Per lottare per il Mondiale ci saranno gare in cui bisognerà accontentarsi».
Debise è stato velocissimo, Caricasulo si è visto soltanto a sprazzi, credi arriverà anche lui?
«Gli obiettivi a Portimao erano la Top 5 con Valentin e la Top 10 con Federico e in Gara 1 ci siamo riusciti. Fede è di grande aiuto per sistemare la moto e Mauro Pellegrini – capotecnico di entrambi – sfrutta anche i suoi dati e i suoi commenti per settare la moto di Valentin. Spero che da Misano anche lui potrà essere vicino al francese».
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