SBK, da spalla a caposquadra: l’evoluzione di Yari Montella
Pubblicato il 19 maggio 2026, 17:39
Arrivato in SBK lo scorso anno accanto a Danilo Petrucci nel Barni Spark Racing Team, Yari Montella si è ritagliato subito un posto importante nella griglia, alternando però ottime gare e errori. Quest’anno dopo le cadute di Phillip Island e Portimao però qualcosa è cambiato e oggi Montella è costantemente il più veloce alle spalle della coppia Ducati ufficiale.
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La conquista del titolo Europeo Moto2, la breve parentesi iridata con la SpeedUp, il rilancio nelle derivate di serie nel 2022 concluso con la vittoria a Phillip Island sulla Ninja del Team Puccetti Racing. La carriera di Yari Montella, nonostante i 26 anni compiuti lo scorso gennaio, ha vissuto molte parentesi. Dopo la prima esperienza in SSP con Puccetti, è arrivata la chiamata del Barni Spark Racing Team, con il quale ancora oggi il campano corre rendendolo – con l’uscita di Michele Pirro – il pilota più “longevo” all’interno della squadra. Dopo un inizio dell’avventura con la Panigale V2 in salita, a partire dal round di Misano, Montella è stato sempre più vicino alle posizioni di vertice, centrando i primi podi a Donington Park e ripetendosi a Imola, Aragon e Portimao. Dopo quella stagione di apprendistato con la V2, il 2024 è iniziato nel migliore dei modi con la doppietta a Phillip Island, bissata da quella di Portimao. Sette vittorie e altrettanti podi hanno permesso a Montella di giocarsi il titolo fini round finali contro Adrian Huertas e Stefano Manzi.
Il passaggio in SBK non è stato facile: moto nuova, classe nuova, e tanti avversari con molta più esperienza. La prima stagione di Montella è stata comunque positiva con nove piazzamenti in Top10 ma anche tante cadute che hanno poi comportato una mesta diciottesima posizione in campionato. La stagione da rookie accanto a Danilo Petrucci è stata però d’aiuto per il campano che oggi accanto a lui trova Alvaro Bautista, due volte Campione del Mondo SBK. “Devo dimostrare quello di cui sono capace” ci aveva raccontato alla presentazione lo scorso gennaio. Dopo il secondo posto nella gara inaugurale a Phillip Island, Yari ha gettato un secondo podio in Gara 2, cadendo a pochi giri dal termine mentre era saldamente in seconda posizione. Cosa che è avvenuta anche a Portimao un mese più tardi. Proprio a Most, il pilota del Barni Spark Racing Team ha spiegato come, dopo quelle cadute, si sia auto analizzato. Ha capito i suoi errori – la mancanza di attenzione – e si è così concentrato per migliorare l’efficacia in e la consistenza in gara. Il cambio di passo, a partire da Balaton è stato netto, nelle ultime quattro gare, alle spalle della coppia ufficiale Aruba.it Racing – Ducati c’è sempre stata la Panigale V4 R #5 del Barni Spark Racing Team. Risultati che hanno portato oggi il campano al terzo posto in campionato, sognando non solo il titolo di miglior pilota indipendente ma anche un piazzamento che lo scorso anno Petrucci ha solo sfiorato, facendo un pezzo di storia della squadra di Marco Barnabò.
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