SBK, il risveglio di Kawasaki: Gerloff protagonista al Balaton Park con la Ninja
Pubblicato il 4 maggio 2026, 12:51
Il round del mondiale Superbike sul circuito ungherese del Balaton Park ha dato ulteriore prova della supremazia Ducati nelle derivate di serie, con le Panigale V4 R in grado di monopolizzare le posizioni di vertice risultando competitiva nelle mani di ogni pilota. Complice anche la debacle BMW, che domenica ho dovuto alzare bandiera bianca sia con Miguel Oliveira che con Danilo Petrucci per noie fisiche, in Gara 2 ci sono state ben sette Ducati nelle prime otto posizioni, con l’unica eccezione rappresentata dalla piacevole sorpresa del fine settimana, ovvero la Kawasaki di Garrett Gerloff.
Con l’unica Ninja ZX-10RR presente in griglia (gestita dalle sapienti mani del team di Manuel Puccetti, compagine ufficiale della Casa di Akashi sia in SBK che in SSP) il texano ha messo in scena la sua miglior prestazione da quando corre in sella alla Kawasaki, mettendo in mostra quell’aggressività che non si vedeva da parecchio tempo. Chiaramente le circostanze sono state particolari, ma una Top 5 inaspettata ha certamente dato morale a team e pilota, che ora puntano a restare con costanza nelle posizioni che contano. E’ iniziata la rinascita del colosso di Akashi? La risposta arriverà nei prossimi round, a partire da quello di Most.
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La soddisfazione di Gerloff: “Ogni modifica ha portato ad un miglioramento”
“Dopo il difficile weekend di Assen non ero messo bene dal punto di vista mentale, perciò è bello aver vissuto una domenica positiva come questa del Balaton”, ha detto Garrett ritrovando il sorriso. “Né io né il team riuscivamo a capire il motivo della mancanza di risultati, ma qui ogni cambiamento alla moto ha portato ad un miglioramento delle prestazioni”.
“Le gare sono così, questa volta le cose sono andate per il verso giusto e sono felice di aver riportato la Kawasaki nelle posizioni di testa”, prosegue il numero 31. “Lo scorso anno ho sempre faticato a trovare un buon feeling con la moto, ma ora ho Les Pearson come capotecnico che è uno che non ha paura di di fare grossi cambiamenti o provare qualcosa di nuovo. Ora che sono tornato in Top 5, chissà: magari a Most migliorerò ancora e starò nei primi quattro”.
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