SBK Assen, Bulega: “Prima o poi Iker mi batterà, anche se spero di no”

Undicesimo successo per Bulega, più forte anche della pioggia che ha riaperto la corsa a metà gara consentendo a Lecuona di passare al comando, anche se per pochi giri

Mathias CantariniMathias Cantarini

Pubblicato il 18 aprile 2026, 17:41

Una gara più complicata del previsto, come ha ammesso lo stesso Nicolò Bulega quella del Sabato di Assen. Il leader del mondiale dopo esser scattato dalla pole ha dovuto inseguire per due volte il compagno di squadra Iker Lecuona. La prima al via con lo spagnolo velocissimo allo start, la seconda a metà gara con l’arrivo della pioggia che ha portato Bulega a rallentare e farsi sfilare dal compagno prima di rimettersi in testa nel finale e centrare l’undicesimo successo consecutivo in SBK.

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Bulega: “Non sono ancora al 100% ma ci stiamo avvicinando”

Cosa hai pensato quando ha iniziato a piovere?

Onestamente quando ho visto che ha iniziato a piovere ho pensato che non avesse senso prendersi dei rischi in quel momento. Poi però Iker mi ha superato e ho capito che potevo andare più forte, non è stato facile da capire però perché quando ha iniziato a piovere ero primo e quando si è dietro è più facile capire il limite. La situazione è stata complicata per due o tre giri, c’erano dei punti dove non era veramente bagnato ma stava piovendo mentre il resto della pista era asciutto. Negli ultimi giri è tornato tutto asciutto e ho ripreso il mio passo. È stata una bella gara ma più complicata di quanto mi aspettassi”.

Cos’è successo in partenza?

Niente, Iker è partito meglio di me”.

Quando Iker ti ha passato hai pensato che bastasse il secondo posto?

Ho pensato che non avesse senso prendersi dei rischi e cadere ma standogli dietro ho visto che mancavano ancora qualche giro e avrei aspettato l’ultimo giro per provarci”.

Qual è stato il segreto di questo successo?

Onestamente sono stato bravo a gestire meglio la gomma anteriore, qui abbiamo sempre avuto problemi a gestire l’anteriore e dal primo giro ho cercato di spingere ma gestendo l’anteriore. Non è stato facile perché Iker mi spingeva e quindi dovevo spingere e guidare dolce per non rovinare la gomma sulla spalla destra, poi è iniziata la pioggia, sapevo che avendo rallentato in quei giri quando è tornato il sole ho potuto spingere negli ultimi giri. Dal fuori forse è sembrata facile ma vi assicuro che non commettere errori non è stato facile”.

Pole e vittoria, sei arrivato al 100% del feeling con la nuova Panigale?

Non sono ancora al 100%, sicuramente meglio di Portimao ma possiamo migliorare. Direi che sono al 95% di confidenza con la moto. Non conosciamo ancora bene questa moto e nella giornata di ieri non siamo stati veloci come lo scorso anno. Non abbiamo una base da cui partire e quindi ogni round perdiamo un giorno per trovarla”.

Cosa pensi del tuo compagno di squadra?

Credo che Iker sia un gran pilota, ha guidato in MotoGP. Se hai corso lì sei sicuramente un pilota veloce perché altrimenti non ti sceglierebbero. Ha tanto talento ma ha avuto diversi problemi durante la sua carriera un po’ come me, ora è sulla moto migliore e sta mostrando a tutti il suo potenziale. Sono contento di avere un compagno così perché mi obbliga ad essere sempre più veloce”.

Credi arriverà presto il momento in cui ti batterò?

Può succedere, mi batterà perché è veloce, fino ad oggi non è successo e spero che continui così”.

La caduta della Superpole?

Volevo vedere a tutti i costi il 31 e in Curva 1 sono entrato troppo forte, sapevo che nel mio giro migliore non ero stato perfetto lì e quindi nella mia testa mi ero detto che se avessi fatto meglio la curva sarei riuscito a farcela ma è rimasto nella mia testa”.

 

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